Per lo stupro della 15enne arrestato militare della Marina

202

«Non lho costretta, era consenziente». Ha negato le accuse il presunto stupratore che, la sera del 29 giugno scorso, avrebbe violentato una ragazzina di 16 anni a Roma. Le scuse, però, non sono servite, troppi indizi inchiodano il giovane. A finire in manette Giuseppe Franco, 31 anni e un curriculum da bravo ragazzo. Uno di quelli di cui fidarsi, con una famiglia presente alle spalle, che aveva scelto di ar-molarsi in Marina.

Dal paesino di Cassano allo Jonio, nel Cosentino, Giuseppe era arrivato a Roma, da suo fratello, per il fine settimana perché proprio ieri sarebbe dovuto partire per un addestramento navale sulla rifornitrice Vesuvio, in partenza da La Spezia. Negli stessi giorni a Roma c’era anche Francesca (nome di fantasia), la 15enne barese in vacanza nella Città Eterna per la festa di San Pietro e Paolo. I fuochi d’artificio, per lei, si sono trasformati nel peggiore incubo, perché dopo l’evento pirotecnico il suo destino ha incrociato quello di Giuseppe, che l’ha fermata spacciandosi per un poliziotto e le ha chiesto di seguirlo. Francesca non ha opposto resistenza a quel ragazzo con i capelli corti scuri e l’atteggiamento rassicurante. Ma dietro quel tesserino della Marina si nascondeva il presunto mostro, che l’ha portata nel vicino campo di via Teulada e l’ha violentata.

E ieri, quando i poliziotti veri lo hanno preso, Francesca non ha avuto più dubbi e ha riconosciuto con assoluta certezza il volto di Giuseppe. Il militare, sospeso dall’impiego, è ora in carcere e il pm Eugenio Albamonte chiederà per lui la convalida dell’arresto al gip. I poliziotti della Squadra mobile di Roma, diretta da Luigi Silipo, sono arrivati al presunto maniaco grazie alla bicicletta lasciata legata a un palo, vicino al prato, dove il militare avrebbe abusato della minorenne. Gli investigatori l’avevano individuato subito nelle immagini delle telecamere della zona, seguendo in video gli spostamenti del 31enne, che si era avvicinato alla ragazzina e alle sue amiche poco lontano dal capolinea degli autobus, con il pretesto di multarla perché la vittima stava bevendo una birra.

Dopo lo stupro Franco si era guardato bene dal riprendere la bici che aveva usato quella sera per spostarsi in città. E allora è scattata la trappola: gli agenti si sono appostati e la notte successiva hanno sorpreso il fratello del fermato, che era andato a recuperare la mountain bike. Il ragazzo è stato portato in Questura e denunciato per favoreggiamento, mentre a casa sua, nascosto, è stato trovato il marinaio, arrestato con l’accusa di violenza sessuale aggravata. Nell’appartamento i poliziotti hanno rinvenuto anche ipanta-loncini che il 31enne indossava la sera dello stupro, compatibili con ilraccon-to della ragazzina. Gliindumen-ti, che erano stati subito lavati, saranno analizzati alla ricerca di tracce di dna della vittima. «Siamo dispiaciuti per quanto è successo, ma soddisfatti per-chéi nostri investigatori hanno individuato subito l’autore del fatto. Gli elementi a carico dell’in-dagato sono pregnanti», ha detto il questore di Roma, Nicolò D’Angelo. Oltre alle immagini delle telecamere e alla sua bici, ci sono i testimoni che hanno riconosciuto il presunto stupratore.

C’è chi ha visto come abbia avvicinato la 15enne, mentre era con le amiche, e chi l’ha visto riportarla indietro. Gli agenti hanno accertato anche la dinamica sulla base delle testimonianze delle ragazzine e della madre di una di loro. Il marinaio prima si sarebbe spacciato per un poliziotto e avrebbe costretto la 15enne a seguirlo con la scusa della multa per la birra. Dopo aver abusato di lei l’avrebbe riportata indietro e lì, alla vista della madre di una delle amiche, sarebbe scappato, inseguito inutilmente dal gruppetto. Francesca ora è sotto choc e ha paura. «Dopo la violenza quell’ uomo mi ha minacciato: o taci o ti uccido, poi è scappato nel buio», ha raccontato agli investigatori. Tra poche ore tornerà a casa, nella sua Bari, lontana dall’incubo romano che, ormai, resterà per sempre nella sua mente.

Condividi