Un poliziotto americano uccide Tony Robinson, un 19enne nero disarmato

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Si chiamava Tony Robinson il 19enne nero e disarmato ucciso venerdì a Madison (Wiscounsin) da un poliziotto nel corso di una colluttazione. Il ragazzo è morto in ospedale e il poliziotto è stato ricoverato per le ferite riportate durante lo scontro. Il poliziotto era intervenuto per sedare una lite, Tony era sospettato di una recente aggressione, secondo quanto riferisce la polizia locale.

 Sul luogo del delitto gli inquirenti non hanno rinvenuto nessuna arma, Tony Robinson era disarmato. La nonna di Tony, Sharon Irwin, ha chiesto alla polizia: “Dove sono i vostri taser?” intendendo le pistole che immobilizzano con scariche elettriche di cui i poliziotti dovrebbero servirsi.20150307_robinson2

 Verso le 18,30 la polizia del Madison ha ricevuto chiamate su un uomo che aveva percosso qualcuno entrando poi in un appartamento. L’agente sentendo confusione ha fatto irruzione ed è stato aggredito con un colpo alla testa finendo a terra. Dopo una lotta con l’aggressore gli ha sparato in testa. Tony Robinson, l’aggressore, è stato portato in ospedale dove è morto.

 L’infelice coincidenza è che il fatto si è verificato a distanza di poche ore dalla celebrazione per in cinquantenario dalla marcia di Selma (Alabama) che ha cambiato la storia dei neri d’America.

Il caso Ferguson si ripete negli Stati Uniti ed è protesta. Appresa la notizia dell’uccisione di Tony Robinson, a decine sono scesi in piazza a Madison per protestare contro la polizia. In vari social network sono stati pubblicati video e foto che ritraggono il gruppo di dimostranti a Madison. Loro non ci credono alle coincidenze. Sono tanti, troppi gli episodi legati al senso di razzismo e all’abuso di potere della polizia. La famiglia di Tony Robinson ha invitato che chiunque voglia protestare può farlo in modo pacifico.

 La vicenda di Tony Robinson riaccende antiche tensioni razziali proprio il giorno in cui Barack Obama stava celebrando a Selma (Alabama) il cinquantenario dalla marcia per il diritto di voto degli afro-americani. E’ successo nel momento in cui Obama intendeva lanciare una nuova offensiva per denunciare pubblicamente la questione razziale in America.

Sull’accaduto è stata aperta un’inchiesta. Eric Holder, il ministro della Giustizia americano, si è dichiarato pronto a smantellare il dipartimento di Polizia di Ferguson di fronte al rapporto che mostra ripetute discriminazioni razziali e violazioni della costituzione. “Se questo significa una struttura interamente nuova, lo faremo” ha detto.

Un rapporto del Dipartimento della Giustizia rivela che i poliziotti di Ferguson prendono di mira i neri anche per multe e abusano spesso del loro potere attaccando con i cani e pistole laser neri inermi.

 Barack Obama, commentando un giorno di celebrazione finito in tragedia con l’uccisione di Tony Robinson ha dichiarato: “Selma non riguarda il passato, Selma è ora. Ferguson non è un caso isolato”.

Condanna in tono fermo gli abusi razzisti in un momento in cui un sondaggio rivela che 4 americani su 10 ammettono che il rapporto tra bianche e neri è peggiorato da quando Obama è diventato presidente, il primo presidente afro-americano insediato alla Casa Bianca.

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