Ponte San Pietro (Bergamo) Partorisce bimba morta e muore anche lei

69

Muore in sala parto dopo aver dato alla luce una figlia già senza vita. Un doppio dramma consumato in poche ore e che oggi non pare avere un perchè. Ilary Oldoni, 29 anni di Cavernago, alla prima gravidanza, giovedì 5 gennaio si era presentata al Policlinico di San Pietro. La donna, all’ottavo mese di gravidanza, non sentiva più il battito della picco – la e si era allarmata. I riscontri dei medici non le avevano lasciato dubbi, confermando come il cuore della piccola si fosse fermato, un caso di morte intrauterina fetale che avviene nell’1% delle gravidanze. Così Ilaria è stata sottoposta ad un parto indotto la mattina di venerdì 6 gennaio con il padre e la madre che hanno chiesto e ottenuto che la loro piccola venisse battezzata con il nome di Sveva. Ma qualcosa nel decorso post parto è andato storto, con la donna che ha avuto uno grave shock emorragico. Alle 20.30 anche Ilary è stata dichiara morta. «Era tutto pronto, Sveva doveva nascere a febbraio – afferma Michele Calefato, marito e padre, 33 anni di Brusaporto -.

Ora non ho più niente. In poche ore se ne sono andate entrambe: Ilary e Sveva. Voglio solo pace, nessuno mi restituirà Ilary e la nostra bambina». Intanto il Policlinico di Ponte San Pietro, struttura ospedaliera che fa parte Gruppo San Donato, ha avviato un’indagine interna per far luce sul caso. Per ora non risultano denunce da parte dei familiari nè fascicoli aperti sul caso in procura a Bergamo. L’ospedale ha invece già disposto una serie di accertamenti diagnostici che saranno affidati a un istituto di anatomia patologica di un’altra struttura sanitaria per comprendere cosa sia successo sia alla bambina che alla madre, morta poche ore dopo il parto indotto.

Calcinate e Cavernago sono oggi due comunità vicine, unite nel dolore per la morte di llaria Oldoni. Era infatti originaria di Cavernago e abitava a Calcinate, la giovane che si è spenta venerdì al Policlinico di Ponte San Pietro. llaria. a soli 29 anni, è stata stroncata da emorragia a poche ore dal parto indotto, necessario a causa della morte di Sveva, la bimba che portava in grembo da otto mesi.

Oggi all’ospedale Papa Giovanni XXI- II verrà effettuata l’autopsia sul cadavere della donna per fare chiarezza su questa improvvisa morte. La salma potrebbe essere portata a casa domani c in questo caso è prevista in serata, alle 20. una veglia di preghiera. La data del funerale non è sdita invece ancora ufficializzata: potrebbe essere celebrato mercoledì nella parrocchiale del paese di residenza. Calcinate.

Nelle celebrazioni di ieri in entrambi i paesi è stata ricordata la duplice tragedia di llaria e della sua piccola Sveva. A Calcinate era tangibile l’incredulità per quanto accaduto: «Non è possibile che nel 2017 si muoia così», hanno commentato in molti. llaria lavorava come operaia alla Mediberg di Calcinate. Era nativa di Cavernago, paese dove i genitori Silvio e Carla abitano. La famiglia Oldoni in paese è molto conosciuta e la notizia della morte della 29enne c della sua bimba ha iniziato a circolare eia nella giornata di sabato.

«È un dolore immenso» commenta il papà Silvio dalla sua casi di via Deledda. Oltre ai genitori, llaria ha lasciato nel dolore anche la sorella più piccola, Sara di 20 anni. Il sindaco di Cavemago Giuseppe Togni si dice scosso: «Non ci sono parole, tutta la comunità di Cavernago si stringe alla famiglia in questo momento di dolore». A Cavernago abitano altri parenti della donna, come il cugino Fulvio che racconta: «Alle 23 di venerdì ci è arrivata la notizia della morte di llaria. Doveva tornare a casa sabato mattina. Non ci sono parole».

A febbraio era previsto il termine della gravidanza, la prima della giovane donna. Ma mercoledì llaria non avvertiva più segni vitali la bimba che portava in grembo da otto mesi. «Tutto finito in due giorni» «La gravidanza era andata bene, non cerano stati problemi – ha detto il compagno Michele Calefato, 33enne di Brusaporto, che con llaria da un anno abitava in via Manzoni a Calcinate – poi all’improvviso non trasentito più il feto, il giorno prima della visita in ospedale. È finito tutto, in un paio di giorni. Nessuno ce la riporterà più».
La mattina del 5 gennaio la donna ha raggiunto l’ospedale di Ponte San Pietro, il Policlinico dove collabora il ginecologo che la stava seguendo sin dagli inizi della sua gravidanza. Dopo i primi esami, la conferma dai medici: il feto non aveva più battito. Ha affrontato lo straziante calvario
di un parto indotto, ma da quel parto llaria non si è più ripresa: è deceduta nel pomeriggio del 6gennaio,nel Policlinico, per shock emorragico, stando a quanto dichiarato dalla struttura sanitaria che fa parte del Gruppo San Donato. Non risultano. al momento, fascicoli aperti dalla Procura, nó denunce da parte dei familiari.

Condividi