Premiata ai Wind Music Awards, l’anno di platino della Mannoia e il disco con la Bertè

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La signora della musica non ha voglia di parlare di politica («La politica per me è fare cose buone per chi ne ha bisogno. Per esempio dare una mano all’associazione Axè che aiuta i ragazzi di strada del mio amato Brasile… ») ma è elettrizzata dalla piega che sta prendendo il suo grande progetto per il prossimo 7 settembre: una serata d’onore all’Arena di Verona con tanti ospiti, Loredana Bertè in testa.

La signora in questione è Fiorella Mannoia, premiata ieri sera ai Wind Music Awards con il Disco di platino (50.000 copie vendute) per l’antologico Fiorella. In un regime di congiuntura della musica, riconoscimenti sono andati tra gli altri anche a Mengoni e Ligabue, De Gregori e Ramazzotti, Ferro ed Elisa, Renga e Mario Biondi. Con i Capitani Coraggiosi Gianni Morandi e Claudio Baglioni ad aprire la serata e Carlo Conti a presentare («Il prossimo Sanremo? La Rai me l’ha chiesto, vedremo.»). Mentre Emma ha ricordato Pino Daniele con Napule e’.

Tornando alla Mannoia, la novità è questa collaborazione con la Bertè, nata per caso: «Un giorno Loredana mi ha chiesto qualche suggerimento per il suo prossimo disco che riunisce le hit di una carriera. Alla fine ho deciso di produrre l’intero disco, nel quale canterò anch’io un brano. Ricorderemo, ovviamente, Mia Martini», svela la Mannoia aggiungendo: «Sarà un album di duetti ma riservato alle donne, alle artiste italiane e potete immaginare chi ci sarà nella track-list: amiche mie e di Loredana.

Non capisco chi sostiene che la collaborazione con Lori sia un problema: sta bene, è bravissima a cantare e molto professionale. Duettare con altri artisti è un mio must, lo considero un momento importante dell’essere cantanti e, in questo, mi sono ritrovata nel mondo musicale brasiliano. Lì i big delle sette note si incontrano e si aiutano sul palco sen-zagelosie nè invidie. Quando ho cominciato, negli anni 60, questo non accadeva. I big non aiutava i giovani. In Italia siamo stati chiusi e settoriali per anni, anche adesso non ci abbandoniamo a scambi culturali con altri paesi. L’Europa unita, anche in questo non esiste».

La serata all’Arena di Verona di settembre chiuderà un anno d’oro per Fiorella: «Sono reduce da un tour che non è stato assolutamente celebrativo, anzi. Mi sono divertita a raccontarmi con ironia. 146 anni di carriera non mi pesano; adoro confrontarmi sul palco con colleghi giovani come J-Ax. la Amoroso o anche Mengoni e esplorare territori a me inusuali come il rock dei Negrita. Così si resta giovani».

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