Prodi in ‘Missione incompiuta’: “Vi dico perchè non sono stato eletto al Quirnale”

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“Missione incompiuta”, è questo il libro dell’ex Presidente del Consiglio Romano Prodi. Il professore, in questo memoriale politco affronta vari argomenti, passando dalla quasi elezione al Quirinale, all’ultima proposta fatta dall’attuale Premier Matteo Renzi, ossia, quella di candidarsi alla segreteria delle Nazioni Unite, non mancano riferimenti al suo nemico politico di sempre Silvio Berlusconi.

Leggiamo insieme un frammento del libro dove Romano Prodi si sofferma alla sua mancata elezione da Presidente della repubblica:

Si parte dai 101 franchi tiratori del Pd che fermarono la sua corsa al Quirinale nel 2013. «In realtà sono stati quasi 120. So di aver ricevuto un concreto numero di voti sparsi qua e là al di fuori del Pd, tra centristi, grillini e truppe sparse. E so che hanno votato per me un certo numero di miei antichi studenti», dice Prodi nell’intervista.
«L’esito del voto segreto – confida l’ex premier – lo avevo rigorosamente previsto, anche se con qualche voto negativo in meno. Molti hanno paura di votare per me. Hanno bisogno di qualcuno che garantisca una “controllabilità” assoluta. Io la controllabilità non la garantivo e non la garantisco né al Pd né e Forza Italia e neppure ai grillini».

Prodi racconta di aver ricevuto, da Matteo Renzi, l’offerta di una possibile candidatura all’Onu. «L’ho ringraziato – ammette -, ma ho fatto presente la sostanziale impossibilità di realizzare questa proposta, sia per l’età che avrò quando questa carica così impegnativa diventerà vacante (77 anni), sia per il forte supporto politico di cui godono altri candidati, che già si stanno attrezzando».

L’ex leader dell’Ulivo non risparmia critiche al governo: «L’orizzonte politico dei governanti si sta accorciando. Se siamo presi dall’esigenza di vincere le sempre imminenti elezioni e dal seguire le mode del momento, è finita».

Per l’ex presidente del Consiglio, non è ancora arrivato il momento per un’uscita dalla scena politica di Silvio Berlusconi: «L’indebolimento di Berlusconi è una forte assicurazione per la vita del governo – dice Prodi -. La sua scomparsa gli creerebbe troppi problemi».

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