Province, allarme Cgil: “Da giugno stipendi a rischio”

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Michele Gentile responsabile Settori Pubblici della Cgil ha lanciato un allarme in cui dichiara:  “C’è il forte rischio che da giugno i dipendenti delle province non prendano più lo stipendio, visti i tagli della legge di Stabilità e i ritardi, lo stallo, nel ricollocare gli esuberi derivanti dalla legge Delrio”. E’ passato appena un mese da dalla manifestazione organizzata dai lavoratori degli enti provinciali a Roma. In risposta a Gentile è prontamente arrivato il commento del ministro della Funzione Pubblica Marianna Madia, commento anche molto secco: “Infondato, nessuno perderà lo stipendio e il lavoro”.

Il sindacalista ipotizza il pericolo che dal prossimo mese: “in molte province non ci saranno più i soldi per pagare i dipendenti pubblici e nel frattempo non si è provveduto a ricollocare gli esuberi derivanti dal superamento previsto dalla riforma Delrio. “Un’operazione che doveva partire a inizio anno e che è invece è stata bloccata”.

L’operazione mobilità per i 20 mila dipendenti considerati eccedenti, sarebbe dovuta iniziare il 30 marzo; ma non è partita nessuna operazione. La lista dei “soprannumerari” non c’è ancora e i 20 mila potenziali esuberi delle Province per ora restano dove sono.  Altri toni rassicuranti arrivano dalla voce del sottosegretario di Stato agli Affari Regionali Gianclaudio Bressa che rassicura: “Lanciare allarmi come fa la Cgil non solo è sbagliato ma è anche irresponsabile soprattutto nei confronti dei dipendenti, che sono e saranno garantiti nei loro diritti. Non c’è nessuna inerzia da parte del governo. La Legge Delrio si sta attuando. I provvedimenti previsti dalla legge di stabilità stanno trovando applicazione. Le Regioni stanno facendo la loro parte. Si sta realizzando la più grande riforma della pubblica amministrazione della storia della Repubblica. Si tratta un processo complesso che ha bisogno di tempo”.

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