Putin schiera il Papa contro Obama

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Alla fine ci è riuscito: Vladimir Putin, presidente della Russia, sarà ricevuto in Vaticano da papa Francesco, il 10 giugno di pomeriggio, come ha confermato la Sala Stampa della Santa Sede. Sarà la quinta volta che Putin viene ricevuto da un Papa, infatti è stato ospite di San Giovanni Paolo II nel 2000 e nel 2003, di Benedetto XVI nel 2007 e di Papa Francesco il 25 novembre del 2013. In quest ultima occasione, al centro del colloquio c’era la crisi siriana, perché in settembre il presidente russo e il Papa avevano scongiurato, insieme, i bombardamenti alleati che si stavano preparando. In quella occasione si era profilata una linea comune contro gli Usa, in particolare contro l’amministrazione Obama. E non c’è solo, nel mirino, la strategia in Medio Oriente degli americani, ma ci sono anche altri temi su cui il pontificato di Bergoglio appare più «vicino» alla Russia, come ad esempio quello della difesa della famiglia e della vita, contro la «dittatura del gender». Problemi su cui, invece, le posizioni con l’amministrazione Usa non coincidono per niente.

È probabile che siano invece la crisi in Ucraina e le reazioni internazionali contro la Russia a tenere banco nell’incontro del 10 giugno. Papa Francesco, in questo senso, si è mantenuto fin qui molto prudente, ricevendo per questo anche critiche più o meno velate: la comunità greco-cattolica dell’Ucraina desiderava infatti che la Santa Sede esprimesse maggiore solidarietà al governo di Kiev.

C’è un altro motivo che potrebbe rendere ancora più interessante il nuovo incontro tra Francesco e Putin, come viene spiegato nel sito www. rossoporpora.org. È noto il grande interesse della Santa Sede a una «normalizzazione» dei rapporti con il gigante cinese. Messo in un angolo da buona parte delle potenze occidentali, a cui Putin ha risposto, per esempio, con la famosa «lista nera degli indesiderabili» in Russia, il leader russo coltiva sempre più i rapporti con le potenze asiatiche, tra le quali primeggia ovviamente la Cina. Si può legittimamente pensare che Putin possa diventare un alleato importante anche per la costruzione di rapporti diplomatici fruttuosi tra Vaticano e Cina.

Nell’ambito dei delicati rapporti tra cattolici e ortodossi russi, si legge ancora sul sito del giornalista Giuseppe Rusconi, c’è da sottolineare la recente visita del cardinale Kurt Koch a Belgrado, «sede di un Patriarcato da sempre vicino a quello di Mosca, in nome della «fratellanza slava». Il presidente del Pontificio Consiglio per l’Unità dei Cristiani ha incontrato per l’occasione sia il patriarca Ireneo che il presidente della Repubblica Tomislav Nikolic: in ambedue le occasioni si è prospettata una visita del Papa in Serbia». A questo punto sembra di poter individuare, in questi incontri, le tappe del faticoso cammino verso lo storico incontro tra Francesco e Kirill.

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