Rai approvato ddl di riforma, cda con meno componenti e fuori i partiti

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Nella giornata di ieri a Palazzo Chigi è stato approvato il ddl di riforma della tv di Stato, arrivato in Consiglio di Ministri circa all’ora di pranzo con un’integrazione all’ordine del giorno. La Rai sarà gestita nello specifico da un amministratore delegato e poi vi sarà un cda più snello, diciamo una società più vicina ad una Spa regolata dal codice civile con un cda formato da sette componenti, rispetto ai 9 attuali.

Questi 7 componenti verranno nominati in questo modo, ovvero 4 dal Parlamento ovvero due dalla Camera e due dal Senato con voto limitato e due dall’azionista,ovvero il Presidente dell’Economia che designerà anche l’amministratore delegato con ampi poteri, nominato poi a maggioranza dal consiglio di amministrazione. Il settimo componente rappresenterà i dipendenti dell’azienda.Come già anticipato, attualmente vige la legge Gasparri, la quale prevede ben 9 consiglieri, di cui 7 nominati dalla commissione parlamentare di vigilanza e 2 dal Tesoro.

Rai approvato ddl di riforma, cda con meno componenti e fuori i partiti

L’azienda è invece gestita da un direttore generale; l’amministratore delegato, invece che non è dipendente Rai e rimane in carica per 3 anni, viene nominato dal consiglio di amministrazione, sentito l’azionista.  “Approvare in tempo la nuova riforma, vuol dire far uscire i partiti dalla Rai” ha dichiarato il Premier Matteo Renzi, il quale ha anche annunciato che il nuovo amministratore delegato avrà i poteri del capo azienda e si assumerà la responsabilità della gestione.”Il cda farà il cda e la commissione di Vigilanza parlamentare vigilerà. Con una “semplificazione” ha aggiunto Renzi. E per quanto riguarda il canone? “Io appartengo a una cultura che vorrebbe eliminarlo” ma so che “è complesso”, dichiara il Premier.

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