Rain Garden – Il giardino della pioggia

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Rain Garden – Il giardino della pioggia che raccoglie l’acqua piovana.

Capita che la risposta ai problemi sia proprio lì, sotto i nostri occhi, in tutta la sua disarmante semplicità ma non la si noti affatto. E così ci si affanna a trovare soluzione complicate e dispendiose che spesso non risolvono e alle volte peggiorano il problema.

Prendiamo ad esempio le alluvioni.



La questione è seria e si ripresenta ogni anno puntuale come gli aumenti sulle tasse. Queste bombe d’acqua mettono in ginocchio intere città, bloccano strade e attività commerciali o nel migliore dei casi, distruggono tutto ciò che trovano. Il problema è causato in parte dalla cementificazione, non sempre controllata, del territorio che causa una grande impermeabilizzazione dei suoli riducendo notevolmente l’assorbimento dei terreni e quindi provocando allagamenti.

Gli interventi messi in atto per sanare la situazione non sono sempre stati all’altezza del problema, che, con una puntualità ormai disarmante, si ripresenta ogni anno.

Eppure la soluzione potrebbe essere molto più semplice e potrebbe venire dalla natura stessa che, ancora una volta ci tende la mano offrendoci una via di scampo. Sto parlando del Rain Garden, il giardino della pioggia, un nome poetico per una struttura altrettanto funzionale.

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L’idea è semplice quanto rivoluzionaria: un’aiuola depressa che evita allagamenti intercettando l’acqua proveniente da tetti, suolo stradale, insomma tutta l’acqua che si accumula durante le alluvioni e che si riversa senza controllo nella rete fognaria provocandone l’intasamento.



L’obiettivo è quindi quello di filtrare le acque piovane in modo da non farle arrivare troppo velocemente nelle fognature: questa viene prima raccolta all’interno dell’aiuola (riuscirebbe a trattenere fino al 50% d’acqua) e attraverso diversi strati di terreno formati per il 50-60% di sabbia, 20-30% di compost, e 20-30% di terreno superficiale, raggiungerebbe l’impianto fognario più lentamente, evitando quindi ogni genere di intasamento.

Il rain garden si adatta bene a diverse tipologie di terreno e di clima ed è molto semplice da realizzare, ma la sua più grande qualità (come se non bastassero quelle finora elencate) è il controllo dell’inquinamento: le acque incanalate nelle aiuole sono ricche di agenti inquinanti, in particolarmente di azoto e fosforo, sostanze che concorrono a contaminare le falde. Questi giardini invece riuscirebbero a ridurre l’inquinamento del 30%.

Dunque, un giardino semplice da realizzare, che richiede poca manutenzione, che limita l’inquinamento delle falde freatiche e che al contempo evita il rischio allagamento. Sembra quasi un sogno ma per fortuna non lo è. L’unica cosa che rimane da fare è sperare che non subisca la sorte che, nel nostro paese, tocca a tutte le cose belle, utili e risolutive: quella di non essere realizzate mai.

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