Recuperato tesoro di 50 milioni ad oltre 5 mila metri di profondità nell’Oceano Atlantico

235

Ritrovato un incredibile tesoro sepolto ad oltre 5 mila metri di profondità proprio negli abissi dell’Oceano Atlantico e riportato alla luce in questi giorni da un equipe di archeologi marini franco-britannici della Deep Ocean Search una società specializzata nell’esplorazione sottomarina.Sarebbero state ritrovate circa 100 tonnellate d’argento che erano custodite nella nave britannica City Of Cairo affondata il 6 novembre del 1942 da un sottomarino tedesco durante la Seconda Guerra Mondiale al largo delle coste della Namibia.La City of Cairo, era partita da Bombay con direzione Gran Bretagna e trasportava oltre al tesoro stimato in circa 50 milioni di dollari anche 7.422 tonnellate di merci tra cui ghisa, legna, lana e cotone ed anche 322 passeggeri che per fortuna sopravvissero tutti ma poi morirono per il naufragio della nave di salvataggio.

In tutti questi anni gli studiosi hanno tentato di localizzare il luogo dove era avvenuto l’affondamento della City of Cairo ma soltanto nel 2013 grazie ad alcune ricerche di John Kingsford, fondatore della Deep Ocean Search, finalmente in questi giorno il relitto della nave venne identificato.«Mai si e era arrivati a recuperare merce di navi naufragate a tali profondità» si legge in Le Figarò.

Gli specialisti francesi hanno dichiarato di aver utilizzato un «sonar particolare» aggiungendo di aver utilizzato anche uno storico e le testimonianze degli ultimi superstiti del naufragio per «delimitare l’area delle ricerche» che poi alla fine sono state circoscritte in un braccio di oceano di circa 3.600 chilometri quadrati. Si tratta di una scoperta importantissima, tanto che la società n un comunicato ha dichiarato quanto segue:«Il ritrovamento della City of Cairo ci permette di riportare alla luce una storia poco conosciuta e che ci ricorda il destino tragico dei passeggeri e dei membri dell’equipaggio durante la Seconda Guerra Mondiale. Siamo fieri di partecipare a questo recupero di memoria».

Condividi