Reddito di Cittadinanza: 5 Stelle Chiede 600 euro al mese

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Reddito di Cittadinanza il 5 Stelle promette 600 euro al mese.

Reddito di Cittadinanza- Ecco il disegno di legge presentato dal 5 Stelle dopo 6 Mesi di Lavoro. 20 Miliardi di Euro da destinare a coloro che sono senza lavoro perché licenziati e per coloro che sono costretti a vivere al di sotto della soglia di povertà pur lavorando.
Uno dei punti del programma elettorale che prevedeva all’inizio ben 1000 euro e che ora si è quasi dimezzato.
Si legge sul FattoQuotidiano che il 5 Stelle sta seguendo il Modello della Francia, prima si pensava di seguire l’iter svizzero, ma il 5 Stelle fa marcia indietro.

Si legge inoltre sul Fatto, che la proposta potrebbe non passare, nonostante le rassicurazioni del Senatore Airola che spiega che i soldi ci sono, i 20 miliardi si possono tranquillamente ricavare. Ma cosa si può tagliare ancora, oltre a ciò che è stato già tagliato? Nuovi aumenti? Oltre all’Iva e alle Sigarette cosa si può aumentare? Nuove tasse, dopo la Tasi che tassa inserire ancora?

Reddito minimo garantito– Non si parla di Reddito di Cittadinanza, sarebbe più corretto dire che la proposta è quella di un Reddito Minimo Garantito, no a soldi per i giovani disoccupati, sì a un sostegno per chi ha perso il lavoro.
Cosa è cambiato rispetto ai programmi elettorali? Le cifre: da 1000 a 600 euro e l’esclusione dei disoccupati di lunga data dalla lista dei beneficiari.
Non a tutti verrà data la stessa cifra, il contributo erogato dopo dei calcoli meticolosi. Dedicato ai lavoratori che guadagnano troppo poco per vivere e a chi il lavoro l’ha perso, ma il contributo verrà elargito a tutti i componenti della famiglia in questo modo: Un lavoratore che guadagna 450 euro al mese con coniuge e figli a carico riceverà 150 euro mensili arrivando così a 600 euro, nel frattempo il coniuge otterrà il beneficio pieno di 600 euro, oltre al denaro per i figli a carico.

Nel frattempo però questa riforma rischia di far accasciare sugli allori una famiglia che potrebbe vivere con 1200 euro e più al mese senza lavorare, di fatto la riforma si completa con una riorganizzazione dei Centri per L’Impiego che si impegneranno a proporre 3 offerte di lavoro che siano compatibili e commisurati con il curriculum del candidato, quest’ultimo potrà rifiutare 2 volte le proposte, ma alla terza perderà il diritto al reddito minimo garantito.

L’Italia potrebbe quindi adeguarsi al modello francesce: Revenu de Solidaritè, che dal 2009 offre 460 euro mensili a chi risiede in Francia da almeno 5 anni ed ha superato i 25 anni, chi lavora si vedrà pian piano ridurre il beneficio man mano che lo stipendio aumenta.

Altre proposte: Il Pd chiede 500 euro al mese per chi ha un reddito attestato dal modello ISEE inferiore ai 6880 euro annui, proposta già presentata nello scorso mese di giugno, Sel aveva invece proposto 600 euro per coloro che non arrivano agli 8000 euro annui.
Sempre a giugno il 5 Stelle aveva presentato una proposta bocciata da Pd, Pdl, Scelta Civica e con Sel astenutasi.

Solo l’Italia e la Grecia non garantiscono il reddito minimo che l’Europa chiede da oltre 20 anni, con una Raccomandazione 92/441 che sembra essere passata inosservata.
Nella Legge di Stabilità compare un emendamento per il Reddito Minimo di Inserimento.

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