Redditometro come funziona?No agli standard di consumo in base al reddito.

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Redditometro come funziona? Sì al redditometro, ma eliminare i “Profili di Criticità”

Redditometro come Funziona? Il garante della Privacy dopo essersi pronunciato sulle Telefonate Mute dei Call Center, prende voce in capitolo riguardo la questione del redditometro, per controllare e scovare gli evasori il fisco potrà tenere conto solo delle spese certe e non di quelle presunte. No agli standard di consumo in base al reddito.

Il numero di vacanze annuali, nuovi acquisti e ristoranti non devono essere presi in considerazione per stilare il redditometro, perché ci sarebbero troppi rischi di errore.
Il Garante per la privacy punta il dito su:

la qualità e l’esattezza dei dati utilizzati dall’Agenzia delle entrate; l’individuazione in via presuntiva della spesa sostenuta da ciascun contribuente riguardo ad ogni aspetto della vita quotidiana (tempo libero, libri, pasti fuori casa etc.) mediante l’attribuzione alla generalità dei soggetti censiti nell’anagrafe tributaria della spesa media rilevata dall’Istat; l’informativa da rendere al contribuente.

Come funziona il Redditometro? Il redditometro permette di comparare il tenore di vita di una persona o famiglia con i guadagni effettivi dichiarati, si basa su circa 100 voci da considerare, se c’è un distacco del 20% tra i redditi dichiarati e la spesa effettiva allora scatta il controllo, ma viene da chiedersi cosa va inteso come spesa? Si possono considerare solo i redditi dei consumi che hanno lasciato una traccia, il Garante spiega:

“spese certe e spese che valorizzano elementi certi (possesso di beni o utilizzo di servizi e relativo mantenimento) senza utilizzare spese presunte basate unicamente sulla media Istat”

Sostanzialmente si parla di spese dichiarate nelle dichiarazione dei redditi o quelle che risultano nell’anagrafe tributaria, non essendoci la possibilità di applicare la media istat ad esempio per quel che riguarda la spesa di una famiglia con o senza figli per alimenti e vestiario, si terrà conto degli scontrini e dei pagamenti tracciati.

Fitti Figurativi- Il Garante parla anche di fitti figurativi affermando che gli stessi non potranno essere utilizzati per individuare i contribuenti a cui mandare l’accertamento. Il Fitto Figurativo si verifica quando non si registrano abitazioni di proprietà o in locazione nel comune di residenza, potrà essere considerato solo successivamente e

“solo una volta verificata la corretta composizione del nucleo familiare, per evitare le incongruenze riscontrate dal Garante (che comportavano l’attribuzione automatica a 2 milioni di minori della spesa fittizia per l’affitto di una abitazione)”

Resta da chiedersi come si comporterà l’Agenzia delle Entrate con gli evasori totali o con coloro che usano dei prestanomi? O con i datori di lavoro che dichiarano meno dei dipendenti?

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