Renzi sospende De Luca: decide lui se fare la giunta

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ROMA «Palazzo Chigi ha fatto ciò che doveva fare, ora la palla passa a De Luca». Matteo Renzi, a sorpresa, non battezza in Consiglio dei ministri il decreto interpretativo della legge Severino suggerito dall’Avvocatura dello Stato. Ma procede, con un atto amministrativo a propria firma, alla sospensione di Enzo De Luca, il nuovo governatore della Campania. Un colpo a sorpresa che secondo il premier non impedirà la settimana prossima a De Luca di insediare la giunta e di nominare il suo vice governatore, il “supplente” nel governo regionale fino alla scadenza della sospensione o di un ricorso vincente da parte di De Luca.

NESSUNSOCCORSO

Di fatto Renzi sceglie una linea low profile. Preferisce non gettarsi nell’intreccio di codicilli, con il rischio di forzare le norme e di essere accusato di andare in soccorso del nuovo governatore della Campania. Un altro gesto da Rot-tamatore, dopo i brutti risultati elettorali. Un ritorno al “Renzi 1”, quello che mediava davvero poco. «Il premier non ha voluto sporcarsi le mani», riferisce un ministro, «durante la riunione del governo si è limitato a dire che non avremmo esaminato alcun decreto interpretativo».

La decisione del premier, maturata negli uffici legislativi di palazzo Chigi e sostenuta da Angelino Alfano, è arrivata come un fulmine a ciel sereno. Lo schema, dopo il parere chiesto martedì all’Avvocatura generale dello Stato, prevedeva prima un decreto interpretativo. E soltanto dopo il provvedimento di sospensione. L’avvocato generale Massimo Massella Duc-ci Teri aveva infatti evidenziato l’esistenza di un «vuoto normativo» in ordine «alla modalità con cui debba operare la sospensione in caso di condanna non definitiva preesistente alle elezioni». E aveva suggerito esplicitamente un «intervento normativo» che garantisse «con tempestività l’esercizio delle funzioni sostitutive per l’ipotesi di sospensione del Presidente» della Regione. La ragione: «Bisogna garantire il funzionamento degli organi». Insomma, l’Avvocatura aveva sottolineato la necessità di garantire un governo alla Campania, in linea con i risultati elettorali. Traduzione: la sospensione di De Luca doveva avvenire soltanto lunedì, dopo l’insediamento della nuova giunta regionale e del “reggente”: il vice governatore.

IL PASSO INDIETRO

Invece Renzi ha sparigliato. E in conferenza stampa ha spiegato così la novità: «La legge presenta diverse possibili interpretazioni tra il momento dell’elezione e la sospensione. Ebbene, la Presidenza del Consiglio ha deciso di seguire l’iter della legge e quindi ha proceduto, in modo perfettamente conforme alle norme, a sospendere De Luca. Abbiamo fatto ciò che dovevamo fare e ora finisce il nostro lavoro. Forse qualcuno sarà sorpreso…».

Un vero e proprio passo indietro, quello del premier. Tanto più che subito dopo Renzi ha aggiunto: «Ora sarà de Luca a valutare gli atti conseguenti. La valutazione è sua». Senza l’ombrello protettivo del governo. «Mi aspetto da De Luca, soprattutto dopo il successo del ricorso di De Magistris, un ricorso avverso al nostro atto di sospensione. Del resto secondo l’Avvocatura dello Stato il governatore ha il dovere di formare la giunta». Pausa, ulteriore passo indietro: «Ma questa attiene alle valutazioni politiche e di opportunità. Per quanto mi riguarda avevo preso l’impegno di rispettare la legge e l’ho fatto».

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