Rifiuti Tossici nel Salento aperta l’inchiesta

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Rifiuti Tossici nel Salento – La Procura di Lecce apre l’inchiesta sulla presenza dei rifiuti tossici nelle terre salentine.


Rifiuti Tossici nel Salento-Il Procuratore  Capo Cataldo Motta e Ennio Cillo, coordinatore del pool ambientale, studiano il fascicolo dell’inchiesta che, dopo diverse vicissitudini e ripensamenti, presenta il reato di traffico illecito di rifiuti: dopo le rivelazioni fatte da Carmine Schiavone, ex capo della Camorra, e da Silvano Galati, pentito della SCU (Sacra Corona Unita), si parte quindi con le indagini.

Le parole di Schiavone risalgono in realtà al 1997, con nessuna indicazione e poche indicazioni su come avvenissero gli smaltimenti illeciti nel Salento e, già allora, risultarono inutilizzabili per avviare un procedimento legale, finendo secretate e mai inviate a Lecce.

Ma i colleghi di Bari, al contrario, volevano approfondire l’argomento, dichiarando, con le parole d Pasquale Drago, PM, che:

“Non ci sono concrete evidenze di un rischio per la salute dei cittadini pugliesi, ma abbiamo il dovere di dare una risposta certa sullo stato di salute della regione”.

Le dichiarazioni che hanno messe in moto il meccanismo sono state quelle rilasciate da Galati nel 2005, che hanno confermato e smentito alcuni dubbi sul caso dei rifiuti: ha infatti affermato che nel 2004 ha sotterrato scarti di un’azienda di produzione e cromatura fibbie nel comune di Supersano.

Quanto detto è stato quindi confermato attraverso un sistema a raggi infrarossi (MIVIS) e sostenuto, nel 2008, dallo stesso Procuratore Motta di fronte alla Commissione Parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti.

Negli ultimi 5 anni, però, su questo argomenti c’è stato assoluto silenzio, fino a quando la magistratura non ha accolto le richieste dei cittadini salentini che, stanchi del solito “state tranquilli”, si sono riuniti in comitati e hanno fatto incontri, sollevando nuovi sospetti.

Beppe Grillo, capo politico del Movimento 5 Stelle, ha pubblicato sul suo sito alcune mappe di luoghi dove probabilmente Galati avrebbe sotterrato i rifiuti tossici, in siti che il Procuratore aveva dichiarato “già bonificati”, anche se, in realtà, non risultato operazioni di risanamento ambientale nella zona del Comune di Supersano.

Ed ecco che si è reso necessario il mettersi in moto per effettuare controlli più accurati, come afferma lo stesso Motta:

“Quanto fatto avrebbe già dovuto rasserenare, ma credo che un accertamento ulteriore possa dare maggiore tranquillità ai cittadini. Oggi esiste una strumentazione più precisa di quella impiegata all’epoca, nel 2004. Così potremo appurare eventuali allarmi, evitando che si trasformino in panico”.

Il nuovo sistema impiegato per le analisi territoriali sarà quello dell’aerofotomagnetometria, un sistema istallato sugli elicotteri utilizzati sia dal Corpo Forestale dello Stato, che da Carabinieri e Finanza, le tre forze di polizia giudiziaria che si occuperanno delle indagini: con questo sistema sarà possibile rilevare la presenza di eventuali residui metallici nel terreno.

Il Procuratore Capo Leccese, quindi, afferma che

“Non riapriremo processi già definiti, ma verificheremo eventuali interramenti sulla base di notizie di reato derivanti da fonti giornalistiche o da segnalazioni di amministrazioni comunali”.

A livello giuridico, quindi, si tratta dell’inizio di un nuovo capitolo, ma per gli abitanti delle bellissime terre del Salento sembra essere l’inizio della fine di una brutta storia.

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