Riforma Rai in Cdm, per Renzi i partiti devono continuare a scegliere

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Antonio Verro ha ammesso di aver scritto la lettera datata 25 agosto 2010 e pubblicata dal Fatto Quotidiano, spedita a Silvio Berlusconi per illustrare un piano di sabotaggio contro otto programmi considerati ostili al governo. Il consigliere d’amministrazione di Viale Mazzini, un ex deputato di Forza Italia dislocato in Rai da sei anni, l’ha rivelato in commissione parlamentare di Vigilanza, convocato su proposta del presidente Roberto Fico (M5S). Ma la notizia non è la confessione di Verro, scontata perché il documento è autentico.

La notizia è che, a quasi un mese di distanza dalla diffusione di quel testo che riassume il conflitto di interessi in poche righe, l’ex dirigente Edilnord non ha ancora lasciato il Cda di Viale Mazzini, protetto dai partiti di destra e da un sistema che non agevola la revoca del consigliere. Con questo episodio, Verro ha dimostrato che non agiva per il bene del servizio pubblico, ma per le esigenze di Berlusconi. Dopo i convenevoli e l’affettuoso tifo di Maurizio Gasparri, tanto per rimarcare il legame tra la politica e la Rai, Verro ha spiegato: “Il contenuto della lettera è sicuramente mio. Si tratta di quello che da tempo si trovava nelle mie dichiarazioni, nelle mie interviste e di cui dibattevo ogni giorno. Capisco che il fax possa prestare il fianco alla critica circa l’opportunità politica d’aver riportato al capo dell’esecutivo, valutazioni concernenti la programmazione. Ma ha carattere di corrispondenza del tutto personale e, in quanto corrispondenza privata, poteva ben essere inoltrata a qualsiasi destinatario”. Sarà un caso, allora, che Verro scelse l’ex Cavaliere come destinatario? Poi l’ex deputato ha persino utilizzato una giustificazione inutilizzabile: “L’ho fatto per il pluralismo”.

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Il caso Verro, definizione che al consigliere non piace, non è chiuso. Ma non è escluso che in Rai non ci finiscano altri Verro. Cioè consiglieri direttamente indicati dalla politica. Perché la riforma Rai di Matteo Renzi, che oggi sarà esaminata a palazzo Chigi durante il Cdm, non estromette i partiti, non azzera le influenze e ricalca, a parte qualche sofismo, la legge Gasparri. Il fiorentino consegnerà ai ministri due disegni di leggi in bozza. Il primo è il preferito di Renzi e prevede la riduzione del numero dei componenti del Cdada nove a cinque, ma sempre eletti dai parlamentari in Vigilanza. Con l’introduzione di un amministratore delegato al posto di un direttore generale, la Rai sarà una vera e propria società per azioni (spa). Il presidente e l’ad saranno selezionati dal ministero dell’Economia, che tradotto vuol dire dal governo e, per essere ancora più specifici, dal medesimo Renzi. Il secondo ddl, che piace a diversi parlamentari dem e che non convince Renzi, potrebbe creare una Rai a doppio strato: un consiglio di gestione con tre dirigenti, decisi dal Tesoro, e un consiglio di sorveglianza a undici (spazio anche ai dipendenti di Viale Mazzini) che controlla l’operato della triade e riferisce in Parlamento. Renzi propende per la prima ipotesi, meno traumatica, per non escludere la Vigilanza e coinvolgere Forza Italia nel processo di approvazione, anche perché il Quirinale non potrebbe ammettere un decreto legge sul futuro di Viale Mazzini.

Il mercato finanziario, più che agli interventi di Renzi sulla televisione pubblica, è interessato all’operazione di acquisto e scambio di azioni lanciata da Mediaset, attraverso EI Towers, per le torri di Rai Way. L’Antitrust ha aperto un’istruttoria per accertare il “rafforzamento di una posizione dominante”. In attesa di conoscere l’esito, la stessa Antitrust ha precisato che l’unione fra i due operatori andrebbe a eliminare l’unico concorrente di EI Towers, a provocare una situazione di vantaggio di Cologno Monzese su Viale Mazzini.
Mediasetha più volte ribadito l’intenzione di non ritirare l’Opa che punta al controllo di almeno il 66 per cento di Rai Way, ma il Biscione potrebbe rivedere l’offerta. Per adesso, il governo ha ricordato a Rai che non può scendere sotto il 51 per cento di Rai Way. Per Mediaset è disponibile il 49.

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