Roma, agguato razzista choc: “Sei rumeno, vattene dall’Italia”, e gli tagliano due dita

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Roma sta scivolando verso un baratro di violenza razzista? Non è un buon segnale la notizia che fa oggi capolino dalle pagine del Messaggero locale, che racconta una storia decisamente brutta.

L’AGGUATO RAZZISTA – Così racconta il Messaggero

Lo hanno rincorso in strada, in pieno giorno, urlando insulti e minacciandolo di morte, fino ad assalirlo con un coltello e ad amputargli due dita. «Sporco rumeno, vattene via», gli hanno gridato, durante un raid razzista avvenuto a San Giovanni, dietro a piazza Tuscolo, davanti agli sguardi terrorizzati dei passanti. «Sembrava di essere in un film horror», hanno riferito dei testimoni oculari: «Quell’uomo aveva le mani insanguinate e scappava da un branco inferocito e impazzito».

Chi sono gli assalitori?

Protagonisti dell’assalto sono tre giovani romani, che, secondo gli inquirenti sarebbero vicini agli ambienti della destra estrema e che ora si trovano in stato di arresto con l’accusa di tentato omicidio, lesioni gravissime, resistenza a pubblico ufficiale e violazione della legge Mancino. Tutti sono risultati positivi ai test per la cocaina e i cannabinoidi.

Il racconto dei fatti sarebbe imbarazzante se non fosse vergognoso: i tre, probabilmente alterati dalla droga, hanno iniziato a insultare senza motivo l’uomo, un 33enne rumeno, urlandogli: «Te ne devi andare via, sei uno sporco immigrato, non ti vogliamo in Italia». Lui non avrebbe reagito, ma questo non è bastato: lo hanno inseguito brandendo cocci di bottiglie fin dentro una panetteria, dove l’uomo si è chiuso nel bagno

La vittima si è dapprima fermata a bussare alla caserma dei carabinieri, chiedendo aiuto, ma visto che gli aggressori si avvicinavano minacciosamente ha continuato la sua fuga, riparandosi in una vicina panetteria. «E’ corso dentro e si è chiuso in bagno»,[…]  Dopo aver afferrato un coltello dalla lama lunga, utilizzato dai panettieri, hanno buttato giù la porta […] E proprio mentre cercavano di colpirlo alla gola, evidentemente per sgozzarlo, gli hanno amputato parzialmente due dita.

Oltre al danno, la beffa

Uno di loro ha confessato l’aggressione xenofoba, vantandosene davanti a tutti: «Sono stato io a tagliargli le dita», ha detto il giovane, che era visibilmente alterato dalla droga assunta.

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