Romborso pensioni, arrivano i rimborsi: assegni fino a 995 euro

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Arrivano i tanto agognati rimborsi per i pensionati che si sono visti congelare gli assegni con la legge Fornero. Tutto grazie alla sentenza della Corte costituzionale che ha bocciato il mancato adeguamento scattato nel 2012, che dal primo agosto ora riconosce un parziale “risarcimento”. Ma come verrà redistribuito?

Per i pensionati che ricevono un assegno tra le tre e le sei volte il minimo troveranno un risarcimento “una tamtum” che sarà, secondo i calcoli della Uil, tra i 400 e i mille euro. Cifre comunque al di sotto di quanto spetterebbe se si fosse scelto di restituire le somme per intero.

A giugno una circolare dell’Inps aveva ufficializzato il pagamento dei rimborsi, che da calendario saranno disponibili dal primo agosto. Secondo quanto scritto dall’istituto, si tratta di assegni da mille e 500 euro al mese lordi, che equivalgono a 800 euro netti. In più, dal prossimo anno, è prevista una maggiorazione della pensione di 42 euro. Il risarcimento spetta anche per quelle pensioni che “al momento della lavorazione risulteranno eliminate. Il pagamento delle spettanze agli aventi titolo sarà effettuato a domanda nei limiti della prescrizione”.

Il governo Renzi ha approvato il decreto che ufficializzava solo la restituzione parziale per evitare di aprire un buco nei conti pubblici. Secondo la Uil, in questo modo l’esecutivo non ha attuato la sentenza dell’Alta Corte e “il rimborso che arriverà ad agosto nelle tasche dei pensionati italiani è solo una minima parte del dovuto”.

Secondo il sindacato la percentuale di rimborsi che arriverà oscilla tra il 10,82% ed il 32,27% . Dati confermati anche dall’Ufficio parlamentare di bilancio. Per la Uil, gli assegni che riceveranno la percentuale più alta di rimborso sono quelli tra tra 1.500 e 1.800 euro al mese, a cui il primo agosto arriverà il ‘bonus’ tra i 796 e i 955 euro (rispettivamente 796,25 e 955,50, 849,34 a chi arriva a 1.600 euro). Ma se il rimborso fosse stato pieno le cifre sarebbero oscillate tra 2.467 e oltre 2.960 euro. Infine va peggio ai pensionati più ‘ricchi’ che si vedranno corrispondere appena il 10,82% del rimborso (471 euro per chi ha un assegno da 2.800 contro i 4.360 dovuti).

La soluzione messa a punto dal governo lascerà naturalmente insoddisfatti molti degli interessati, ed una parte di loro considererà – se non lo ha già fatto – l’ipotesi di rivolgersi a un giudice. Qualora quest’ultimo decida di rinviare di nuovo la questione alla Corte costituzionale, bisognerà attendere un ulteriore pronunciamento: il governo ritiene comunque di avere accolto le indicazioni della Consulta anche con una rivalutazione molto parziale.

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