Romina Power: “Al Bano ti terrò sempre per mano”

1945

Un’unione di voci che va oltre gli accordi e la musica. Un’intesa di sguardi evidente e sfuggente allo stesso tempo. Esiste, la vedi, la senti, poi scompare. Così come la voglia di contatto che, inutile negarlo, tra Al Bano e Romina è sempre forte. Lo cantano dal 1982 che Felicità è tenersi per mano e andare lontano. E oggi, 33 anni dopo, per mano si tengono ancora. Spontaneamente. Trent’anni d’amore e poi 15 di lontananza hanno trovato un punto di unione, hanno dato i loro risultati, ora sono sotto gli occhi di tutti.

Buonsenso, rispetto, affetto hanno trionfato su incomprensoni e veleno. Il sorriso ha annullato la tensione. Il distacco ha lasciato spazio a persone che si sono ritrovate. E che sul palco si cercano. Un po’ anche solo per farsi coraggio quando le note incalzano, le luci si accendono, le voci devono partire ed emozionare. E se tempo fa, durante la prima reunion nel 2013, era un condividere timido lo stesso spazio, ora all’Arena di Verona, dove hanno tenuto l’unica data italiana del loro tour, il feeling è stato forte e chiaro.

«Abbiamo restituito il rispetto che merita un rapporto come quello che abbiamo vissuto Romina e io. Quattro figli, trent’anni insieme, una carriera condivisa hanno un valore che non si cancella e va tenuto sempre ben presente», racconta Al Bano. «Essere ancora qui insieme è una bella lezione che la vita ci ha dato. E noi la stiamo trasferendo ai figli. Cantare di nuovo dà gioia a noi e ai nostri ragazzi. Ma non pensiate che l’Al Bano solista stia andando in pensione. Non accadrà mai. Le nostre due vite si incontrano su un palco, poi proseguono distinte». A Cellino San Marco la sua, vicino a Los Angeles quella di Romina. Laggiù si è rifugiata dopo la separazione, nel 1999, e sempre lì ha cercato di ritrovare se stessa dopo la scomparsa misteriosa della primogenita Ylenia.

Anni dopo, nel 2008, ha dovuto confrontarsi con un altro dolore: la malattia della madre Linda Christian, che dall’estate del 2011 non c’è più, e alla quale ha dedicato il romanzo Ti prendo per mano (Mondadori). «Durante il suo calvario mi sono avvicinata al buddhismo e questo mi ha permesso di dare una risposta a tutte le domande che portavo ancora dentro. Mi ha sostenuta nei momenti più duri. Ha sradicato la mia solitudine e la rabbia. Ho imparato a riflettere e a domare la mia impulsività», confida Romina.

Hai imparato anche a lasciarti alle spalle il passato e guardare avanti. In certi momenti nella stessa direzione di Al Bano, cosa impensabile fino a una manciata di anni fa. «Il rancore è un veleno inutile. Meglio tendersi la mano nel rispetto delle proprie scelte e dei figli». Adorati dalla coppia. Yari, musicista e cantautore, si esibisce ormai con grande scioltezza sul palco con mamma e papà. A Verona ha cantato un suo brano in inglese, suonando la chitarra: è stato tenuto a battesimo da Pippo Baudo, che ha narrato parte del concerto. «Pippo ha fatto lo stesso con me nel 1967, nello show Settevoci, ora ho passato il testimone a mio figlio», racconta fiero Al Bano.

Poi ci sono Cristel, bella voce e talento dedicato alla moda, e Romina, che sta realizzando il sogno di essere attrice e intanto si cimenta con successo nella fotografia. Le immagini di questo servizio sono opera sua. Tutti artisti in casa. Romina ride. «Buon sangue non mente. Lo stesso è stato per me quando ero bambina. Mia madre ha liberato la mia creatività: mi ha dato pennello, colori e tele quando ero ancora una ragazzina. Con mio padre [l’attore Tyrone Power, ndr] sognavo di recitare a teatro: quanto avrei imparato da lui!».

Canti, scrivi («di getto, lo trovo liberatorio, poi rileggo e aggiusto un po’»), dipingi, con successo, tanto che alcune tue opere sono esposte alla Biennale di Venezia. «Ne sono fiera. Ho assecondato una passione ed evidentemente il risultato ha emozionato ed è piaciuto». Così come emozionate tu e Al Bano quando cantate insieme i vostri cavalli di battaglia e, per l’occasione veronese, anche due inediti. «C’è sempre stato affetto intorno a noi. L’atmosfera e il contatto con i fan all’Arena di Verona è stato un momento di puro sogno e magia. E ancora sto tremando per il bacio con Kabir Bedi…».

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