Ruby, i pm: “Berlusconi pagò dieci milioni per la corruzione”

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Lo ha sempre ammesso, Silvio Berlusconi, di aver pagato le ragazze del bunga-bunga. Ma erano “aiuti generosi a ragazze in difficoltà”, che per colpa dei magistrati e dei giornalisti impiccioni “avevano perso il lavoro, la rispettabilità e il fidanzato”. Ora la procura di Milano chiude l’indagine Ruby 3 e dichiara, per bocca del pm Tiziana Siciliano, di “aver trovato le prove documentali che quei soldi sono invece il prezzo della corruzione”.

SONO 10 MILIONI di euro pagati almeno fino al marzo 2015 dall’ex presidente del Consiglio alle ragazze per farle mentire davanti ai giudici del processo con imputato Berlusconi e di quello con imputati Lele Mora, Emilio Fede e Nicole Minetti: 34 testimoni sono accusati di falsa testimonianza e 24 di loro anche di concorso in corruzione giudiziaria. Si sono presentati in aula e, sotto giuramento, hanno “affermato il falso e negato il vero”: niente sesso nelle feste di Arcore, niente balletti al palo della lap dance, niente rapporti orali simulati con la statuetta di Priapo fatta girare tra le commensali. Se non avessero mentito, il processo a Berlusconi, alla fine assolto, avrebbe avuto un esito diverso? Su questo punto il procuratore Edmondo Bruti Liberati si rifiuta di rispondere.

Certo è che “sono state trovate le prove della corruzione”, secondo i pm Tiziana Siciliano e Luca Gaglio, coordinati dall’aggiunto Pietro Forno: incrociando intercettazioni, video, chat in whatsapp, materiali trovati nei telefonini e nei computer, documenti bancari e contratti di lavoro, i pm sono certi di aver chiuso il cerchio. Silvio pagava per far tacere le ragazze e gli altri testimoni. E più di tutti pagava Karima El Mahroug, in arte Ruby, la ragazza da cui tutto ciò è nato. Almeno 7 dei 10 milioni di cui i pm hanno trovato le tracce sono stati promessi a lei: e la corruzione si consuma già nel momento della promessa. Ruby gode di un trattamento speciale. Le altre ricevono bonifici bancari, assegni circolari, contanti, appartamenti, auto. Le cifre sborsate da Silvio permettono di stabilire una sorta di classifica delle ragazze del bunga-bunga.

Il catalogo è questo. Alessandra Sorcinelli riceve non meno di 237,5 mila euro, più la villa di Bernareggio da 800 mila e una Bmw. Barbara Guerra 235 mila. Concetta De Vivo 209,5 mila. La sua gemella Eleonora 170,5 mila. Barbara Faggioli 183 mila più l’affitto di un appartamento a Roma e uno alla Torre Velasca di Milano. Iris Berardi 147,5 mila più un bilocale a Milano 2 e contatti di lavoro per programmi tv mai fatti per 60 mila euro. Marysthell Garcia Polanco 142,5 mila più l’affitto di un appartamento a Milano 2 e contratti di lavoro simulati per 125 mila euro. Le “meteorine” Manuela e Marianna Ferrera 114,5 e 97,5 mila euro più l’affitto di casa e una Fiat 500 a testa. La “Pupa” Francesca Cipriani 105,2 mila. Aris Espinosa 104 mila più un appartamento. E poi, via via, le altre, Raissa Skorkina, Miriam Loddo, Lisney Barizon-te, Ioana Amarghioalei, Roberta Bonasia, Elisa Toti, fino a Giovanna Rigato, ultima con 25 mila euro più 100 mila per lavori mai effettuati. Soldi anche ad altri testimoni, come il cantautore Mariano Apicella (98,6 mila euro) e il pianista Danilo Mariani (117 mila).

Ma è Ruby la regina del bunga-bunga. I 7 milioni promessi per farle dire di non aver fatto sesso ad Arcore e che Silvio non sapeva che fosse minorenne, le arrivano attraverso l’avvocato Luca Giuliante, che per la Procura è l’“ammini-stratore di fatto del patrimonio illecitamente acquisito”. Almeno 800 mila euro le arrivano in contanti in un anno a cavallo tra il 2014 e il 2015; 2 milioni attraverso l’ex fidanzato Luca Risso che li investe in Messico e per questo è anche accusato di riciclaggio; altri 2 milioni prendono la strada di Dubai, dove Ruby apre conti correnti collegati a banche di San Marino.

Il caposcorta di Berlusconi Giuseppe Estorelli è accusato di aver mentito quando ha detto di aver passato il suo cellulare all’onorevole Valentino Valentini e non a Berlusconi, la notte del 27 maggio 2010. La funzionaria di polizia Giorgia Iafrate è accusata di aver detto il falso su come Ruby fu affidata a Nicole Minetti. Stralciate le posizioni degli avvocati Niccolò Ghedini e Piero Longo, che si avviano verso l’archiviazione, e di altri indagati tra cui Serena Facchineri, nel 2010 fidanzata di Risso.

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