Rubyter Chiuse le indagini: ecco il diario della Berardi allora minorenne che parla di orge

210

Andava ad Arcore, partecipava al bunga bunga e poi tornava a casa, appuntando ogni dettaglio di quelle serate sul suo diario, come tutte le adolescenti. Non c’era solo una minorenne ai festini a luci rosse andati in onda nella dimora di Silvio Berlusconi: oltre a Karima el Mahroug, infatti, anche Iris Berardi non aveva ancora compiuto 18 anni quando partecipò per la prima volta a una serata in casa dell’ex presidente del Consiglio. Una ricostruzione già ipotizzata dal procuratore aggiunto Ilda Boccassini e dal sostituto Antonio Sangermano nel primo filone dell’inchiesta Ruby, che però non era finita nel dibattimento per mancanza di fonti di prova. Adesso, invece, la procura di Milano ha depositato agli atti del’inchiesta Ruby ter alcune annotazioni della polizia giudiziaria, nelle quali si citano ampi stralci del diario della Berardi. “Non mi sono fatta mancare nulla: droga, alcol, sigarette, sesso, orge ad Arcore”, scrive la modella brasiliana, che ha ricevuto l’avviso di conclusione delle indagini dal procuratore aggiunto Pietro Forno e dai sostituti Tiziana Siciliano e Luca Gaglio. “Nello stesso contesto descrive esplicitamente uno specifico dettaglio di un rapporto sessuale da lei avuto con Silvio Ber-lu sc oni”, scrive la polizia giudiziaria. Nel suo diario Beradi “delinea per sommi capi gli eventi più importanti della sua vita fino a descrivere le modalità della sua conoscenza e dei primi contatti ad Arcore con Silvio Berlusconi.” Il primo incontro con l’ex premier viene fissato nella “settimana precedente al capodanno 2008”, quando la modella aveva ancora 17 anni.

E SE LA BERARDI appuntava i particolari delle serate ad Arcore nel suo diario, un’altra delle ragazze presenti ad Arcore scriveva invece a Niccolò Ghedini. “Dirò tutto come sta, ho tutte le prove, non si può essere così bastardi ci tiene alla politica? Ok oggi sono nella merda ma andremo tutti nella merda”, è il testo di un sms inviato da Ma-rysthell Polanco, al legale dell’ex premier. Che non si scomponeva, invitando la ragazza, a “non contattarmi e comunque a non usare modi siffatti”. Polanco però non demordeva e chiedeva a Ghedini perché non potesse “girare il video di Natale”: “Ha fatto della promesse – si legge in un altro sms – quando ci ha detto di venire da voi a dire le bugie che mi hanno spaventata, mi ha usata e non me ne frega di andare in galera per colpa di lui”.

È LUNGA cinque pagine, invece la lettera che Luca Risso aveva scritto direttamente a Berlusconi. Una missiva in cui l’ex compagno di Ruby chiede al leader di Forza Italia di ricordarsi “quello chemi promise, e perlomenomi aiuti come può”, svelando poi il motivo che spinse lui e la ragazza marocchina a trasferirsi in Messico. “La mia vita – scrive Risso – prese il colpo di grazia nel 2012, quando lei, per non far testimoniare Ruby a dicembre, ci chiese di andare via e tornare dopo il 10 gennaio”. Il riferimento è per il processo di primo grado in cui l’ex Cavaliere fu condannato a sette anni per concussione e prostituzione minorile, riuscendo poi ad essere assolto dalla corte d’appello e dalla Cassazione: chiamata sul banco dei testimoni, Ruby non si era presentata comunicando al suo legale di trovarsi appunto in Messico. Secondo i pm Berlusconi avrebbe finanziato il trasferimento in Centro America di Risso e Ruby con 320 mila euro in contanti: a leggere la missiva indirizzata all’ex premier, si scopre che a girare alla coppia il denaro sarebbe stata Maria-rosaria Rossi, alias la badante, la senatrice di Forza Italia indagata a sua volta nell’inchiesta milanese.

“Così – scrive Risso – dopo aver visto Mariarosaria Rossi che ci diede i soldi per andare via, partimmo per il Messico e io fui costretto a vendere anche l’ultimo locale che gestivo”. Per aver investito quei soldi in un ristorante in Messico, l’ex compagno di Karima è indagato per riciclaggio. Nella sua lettera Risso non chiede soltanto un “aiuto economico”, ma ripercorre anche il passato, quando consigliava Berlusconi di evitare le banconote da 500 euro nel contante “girato” a Ruby. Il motivo? La ragazza dava troppo nell’occhio. “Si ricorderà – scrive Risso – che le dissi di stare attento a non dare banconote da 500 euro a Ruby perché era pericoloso, perché andava in giro con buste piene di banconote da 500 e non si preoccupava di farle vedere”.

Condividi