Sanità: Lorenzin, “non stiamo tagliando ma razionalizzando le spese”

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Una cifra che invece potrebbe essere reinvestite, ad esempio, in prevenzione. Sarà la Sanità a “finanziare” una parte dei fondi per i 10 miliardi che servono a coprire le misure della legge di Stabilità e la riduzione delle tasse annunciate nei gironi scorsi dal premier Matteo Renzi. Va chiarito, puntualizza dunque il ministro, “che il governo non ha deciso di tagliare la Sanità; il governo ha posto dei tagli agli enti locali e le Regioni hanno deciso che avrebbero rinunciato all’incremento del fondo sanitario”.

Ieri per ben 4 volte è mancato il numero legale così che non è stato possibile votare le pregiudiziali di costituzionalità presentate dalle opposizioni. “Ma nel Dl enti locali” in esame oggi in aula al Senato “non sono previste norme sanzionatorie, ma solo misure di buon senso” spiega ancora Lorenzin. I sì di Palazzo Madama sono stati 163, 111 i voti contrari, nessun astenuto. Il governo dopo gli annunci passa al decreto. Questo è il vero problema secondo Cavicchi: una classe dirigente che non è in grado di proporre un pensiero riformatore che dia risposte organiche ed efficaci a tutti bisogni e alle legittime aspettative dei cittaidni e della società. Nicola Fratoianni coordinatore e deputato Sel commenta: “Più di 2 miliardi di tagli all’anno in tre anni su prestazioni e servizi”.

Si sente dire che attraverso l’imminente concorso i precari verranno stabilizzati ma vorremmo richiamare la vostra attenzione per evitare che ciò si risolva, in una bella quanto inutile bolla di sapone. “Su questo intendiamo investire per dimostrare che l’Italia non è più il Paese delle tasse”. “2,3 miliardi di euro in meno ogni anno da qui al 2017, con la conseguenza che se avrai i soldi potrai curarti, diversamente sarai spacciato”. “Se si prosegue così salta il sistema della universalità della Sanità pubblica e tutte le Regioni andranno in Piano di rientro”, ha detto senza mezzi termini il coordinatore degli assessori regionali alla Sanità, Luca Coletto, sull’ipotesi di tagli da dieci miliardi, esprimendo la preoccupazione che, oltre alla già salatissime tasse, ora gli italiani dovranno pagare anche le prestazioni sanitarie privatamente. “Non dimentichiamo poi il tema della corruzione, che in sanità ci costa 5 miliardi”.

I provvedimenti riguarderanno direttamente i cittadini. Esclude che con queste misure sulla sanità ci sia il rischio di disagio sociale, “anzi – assicura Gutgeld – questo nuovo approccio per rendere le strutture più efficienti porterà nel tempo non solo un risparmio ma un miglior livello di servizio”. Su questo “stiamo lavorando con un Ddl alla Camera”.

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