Sesso: i siti hard mettono a rischio i vostri rapporti, scopri perchè

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Attenzione a frequentare abitualmente siti hard perchè questo potrebbe mettere a rischio il vostro rapporto reale e interpersonale riducendo inducendo anche alla precocità nell’orgasmo, all’autoerotismo spinto e soprattutto ad un calo del desiderio.

Questo sarebbe quanto emerso da uno studio condotto nell’ambito di un progetto di prevenzione andrologica promosso dall’Università di Padova e dalla Fondazione Foresta Onlus. E’stato effettuato uno studio proprio sul campo e nello specifico sono stati coinvolti circa 893 studenti delle scuole medie superiori di Padova e provincia; i dati emersi sono stati i seguenti,ovvero il 78% dei giovani risultano essere frequentatori abituali dei siti hard anche se sostanzialmente l’abitudine al collegamento varia da qualche volta al mese, a più volte a settimane(la stragrande maggioranza dei casi), e poi ancora ogni giorno o più volte al giorno, con una permanenza nei siti in media di 20-30 minuti.“La riduzione dell’interesse per la sessualità reale emerge anche dal comportamento masturbatorio degli intervistati”, dichiara Carlo Foresta della Uoc Servizio per la patologia della riproduzione umana dell’Azienda Universitaria-Ospedale di Padova che effettuato lo studio.

Secondo quanto dichiarato dallo stesso Foresta, l’autoerotismo è particolarmente esercitato dai ragazzi che frequentano siti pornografici più volte alla settimana, ed i dati lo hanno dimostrato, non sono pochissimi.  A insidiare il piacere dei giovanissimi però ci penserebbe la marijuana, dichiara Carlo Foresta, il quale ha dichiarato:“Le possibili complicanze andrologiche legate al consumo settimanale di marijuana sono assolutamente sottostimate dai ragazzi: in un recente studio abbiamo visto che fra le preoccupazioni dei ragazzi ci sono, piuttosto, gli effetti della masturbazione e le malattie sessualmente trasmesse. La marijuana è una delle sostanze illecite più utilizzate, ma il possibile uso a scopi terapeutici del suo principio attivo, il tetraidrocannabinolo, ha creato nell’immaginario collettivo la sensazione che l’utilizzo cronico a scopo voluttuario sia completamente innocuo” .

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