Shopping Compulsivo: Compro quindi Sono

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Shopping compulsivo: Compro quindi Sono! Ecco come riconoscere lo Shopping Compulsivo!

Le vetrine illuminate dei negozi sembrano invocare il nostro nome, lo scintillio e i colori brillanti dei capi sapientemente esposti, pervadono i sensi ed inebriano i pensieri. Nella mente un unico e accattivante Desiderio: Comprare!

Spesso, si torna a casa ancora storditi dalla momentanea euforia dello shopping selvaggio e ci si rende ben presto conto, però, che i nuovi acquisti hanno già perso il loro fascino, che una volta spogliati delle etichette lucide e riposti negli armadi debordanti, resta ben poco di quella felicità, che lascia invece spazio al senso di colpa e alla frustrazione.

La Sindrome da Shopping Compulsivo rientra a pieno titolo nella categoria delle nuove dipendenze, discendente diretta della società moderna e dei suoi falsi bisogni.
Molto spesso, infatti, sono i capi griffati, simboli di ricchezza e successo, a far perdere il controllo su se stessi, altre volte, invece, si compra di tutto, in maniera scomposta e indistinta, si compra sulla scia del momento, in preda ad un raptus di urgenza impellente, che spinge a spendere tutto ciò che si possiede e anche di più.

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La tendenza consumistica piuttosto diffusa, soprattutto tra la popolazione femminile e con connotati talvolta compensatori o quantomeno consolatori, rende più difficile segnare il confine tra normalità e patologia dell’acquisto; in realtà le consumopatie, si collocano al crocevia tra la manifestazione del disagio individuale e lo stile di vita proposto.
Chi ne è affetto, però, non compra semplicemente per riscattarsi da una giornata sgradevole o per concedersi un vezzo in più, lo fa soprattutto per sedare momentaneamente un senso si ansia soverchiante, nel vano tentativo di mascherare l’insoddisfazione, confondendo inconsapevolmente il piano dell’apparire con quello dell’essere, nell’illusione che un’immagine impeccabile possa sostituire un’ idea di sè povera e incompleta.

E’ come se si fosse incessantemente alla ricerca di importanti pezzi mancanti di un puzzle interiore da completare e che, la ricerca estenuante degli oggetti da possedere, possa rimpiazzare il vuoto o proteggere dalla paura e dall’insicurezza, attraverso una condotta ritualizzata e prevedibile.
Quella da shopping compulsivo è forse una delle dipendenze più misconosciute e taciute, ma capace di minare seriamente il funzionamento sociale e familiare, perciò, per una diagnosi precoce, è importante non trascurarne i segnali.

Quindi, se avete sorriso leggendo le prime righe, riconoscendovi in parte nella descrizione, non preoccupatevi, avete solo le mani bucate, ma se andando avanti nella lettura, avete avvertito l’impulso di non proseguire oltre, se vi siete resi conto che si stava parlando proprio di voi, allora forse è il caso di iniziare a cercare un valido aiuto, ricordando che riconoscere l’esistenza di un problema è già il primo passo verso la guarigione.
Dott.ssa Eleonora Di Marco

Letture utili
-R. Pani e R. Biolcati . Compulsività e dipendenza da shopping
-V. Caretti e D. La Barbera. Le dipendenze patologiche: clinica e psicopatologia
-Pani R.,Biocalati R. Le dipendenze senza droghe. Lo shopping compulsivo, Internet
e il gioco d’azzardo
-U. Mariani, R. Schiralli. Nuovi adolescenti, nuovi disagi. Dai social
network ai videogames, allo shopping compulsivo: quando l’abitudine diventa dipendenza
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