Silvio gongola per i sondaggi: “Se siamo uniti vinciamo noi”

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Matteo Renzi è «battilibi-lissimo», ogni giorno che passa perde qualcosa. Mica si è stupito Silvio Berlusconi di leggere sui giornali – addirittura Repubblica – che l’indice di fiducia nel premier è crollato al 41%: 8 puntiinmenorispetto atre mesi fa, ben 30 punti rispetto a un anno fa: «È bravo a parlare, ma non è capace di governare.

Sono mesi che le cose vanno così», ha sentenziato il Cavaliere, che i sondaggi se li compulsa ogni lunedì da oltre venti anni. L’expremierdicedasettimane che «il centrodestra unito è avanti», «vincerebbe le elezioni», specie oggi che il Pd è crollato al 32%, 9 punti in meno rispetto alle Europee del maggio 2014. Secondo un’altra rilevazione fatta dalla Luiss la vecchia “Casa delle libertà” sarebbe addirittura due punti sopra il centrosinistra unito.

Il cruccio dell’ex premier è proprio questo: come riunificare la coalizione che ha fondato un ventennio fa e, successivamente, a chi consegnare la leadership. La Lega, che sarà impegnata oggi a Pontida, corre al 14%, ma Forza Italia ha guadagnato qualcosina grazie al rientro sulle scene – in campagna elettorale – del suo leader e non si è lasciata sorpassare. «Non posso essere io a guidare la coalizione», ammette il Cavaliere parlando con un eurodeputato ricevuto l’altroieri a Palazzo Grazioli, confermando il passo indietro annunciato mesi fa. «Ma senza dime, i voti moderati e quindi di Fi non abbiamo chance», ammette. Per rimettere insieme i cocci della coalizione non c’è molto tempo: «L’anno prossimo vinciamo le Amministrative a Milano, Napoli e Roma, Renzi sarà travolto e i suoi non lo lasceran-no lì», vaticina.

Il problema è che già mettere tutti coloro che dicono di essere “moderati” o di“centrode-stra” attorno allo stesso tavolo pare un miraggio. La patata bollente più grossa è quella rappresentata dalla Lega di Matteo Salvini. È lui, votatissimo alle ultime elezioni e tra i leader più «noti e apprezzati» del centrodestra secondo i sondaggi succitati, che rifiuta anche solo di parlare per interposta persona con Angelino Alfano e il suo Ncd.

Berlusconie Salvini si incontreranno martedì e l’ex premier gli farà trovare una serie di proposte programmatiche che al leghista piaceranno disicuro. «Le idee della Lega sono chiare. Chi ci sta sui nostri temi è alleato della Lega aprescindere della vecchie etichette “destra-sinistra”», gli ha risposto il segretario del Carroccio a distanza. Ma alla cena in programma ad Arcore si parlerà anche diun «percorso» diriuni-ficazione che dovrà passare -se l’Italicum come è probabile, resterà così – per un rassemblement di centrodestra che avrà una diversa organizzazione e, addirittura, un nuovo nome. Escluso – a priori – qualunque riferimento ai «moderati»: gli esperti sono al lavoro su qualcosa di «nuovo».

Nonostante le schermaglie dei mesi scorsi e le resistenze, Berlusconi è convinto che «Matteo capirà: lo vede lui stesso che da sola la Lega può fare poco, ma insieme vinciamo». Di sicuro il leader di Fi non ha «alcuna nostalgia del Patto del Nazareno», non farà scherzi sul tema. Lo ha messo nero su bianco in una nota del partito, dopo che alcuni organi di stampa avevano male interpretato i segnalilanciati da Paolo Romani e Giovanni Toti al premier sul tema delle riforme. «La nostra linea è netta: opposizione», ha confermato pure Toti. Perricoprire quelruolo dinuovo «federatore» -per il quale è stato richiamato in servizo anche dalla leader di Fdi, Giorgia Meloni – il Cavaliere ha bisogno di un suo partito forte. «Gli astenuti sono tutti elettori nostri, dobbiamo riportarli a votare», ha chiesto ai coordinatori regionali di Fi ricevuti appena primaditornare ad Arcore con Francesca Pascale. «Dobbiamo tornare sui territori», ha aggiunto, segnalando l’iniziativa di Francesco Giro, che sta organizzando «comitati civici» nelle città. «Berlusconi vuole rivoluzionare Fi», ha annunciato ieri il neo responsabile dei Dipartimenti. Ogni settimana ci saranno convegni nella sede azzurra di San Lorenzo in Lucina, perla quale la tesoriera Maria Rosaria Rossi ha firmato il rinnovo dell’affitto. ConFiinri-presa e col dialogo con gli altri partiti avviato, l’ex premier cercherà i candidati “giusti” perle città, nomi che possano trovare il consenso di tutti: Salvini a Milano e Meloni nella Capitale restano in pole position.

Che il vento sia cambiato lo dimostra il “ritorno a Canossa” di Raffaele Fitto. Dopo che big del suo gruppo come Saverio Romano e Giuseppe Galati avevano espresso dubbi sull’operazione “Conservatori e riformisti”, l’ex ministro ha cambiato atteggiamento: si augura cessino «scontri e contrapposizioni» e dice di voler «costruire un’alternativa a Renzi». Anche lui, dopo lo strappo, dovrà tornare al tavolo e trattare posti e regole d’ingaggio, pena l’irrilevanza.

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