Simona Ventura compie 50 anni, compleanno a cifra tonda

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E così il 1° di aprile sono 50,  non è un pesce anche se a giudicare dalla pelle liscia sembrerebbe. Mezzo secolo che per ognuno è un traguardo di quelli che ti chiamano a far somme e sottrazioni con la vita, che se sei una donna di spettacolo dove il lavoro principale è coltivare la tua immagine diventa l’occasione per un altrui amarcord talvolta celebrativo, talvolta ruffiano, spesso impietoso.

Nel caso di Simona Ventura il viaggio da ieri a oggi ci restituisce la carriera di un’indiscutibile numero uno dello spettacolo italiano, fatta di alti  bassi , tanto più se si sale altissimi. Di uno Zelig multiforme che oltre a essere riuscita a imporsi in un mondo popolato di uomini – si pensi che in 65 anni di storia sanremese solo quattro donne Io hanno presentato, e una  lei – ha saputo dettare uno stile dentro e fuori dal teleschermo a colpi di slogan riusciti, da “crederci sempre, arrendersi mai” a “quello lì dura come un gatto in tangenziale”, e continui cambi di look che, riusciti o meno che fossero, tempo un paio di settimane te li ritrovavi in giro per le strade. La frangetta alla Ventura, il rosso SuperSimo, il reggiseno a vista…

Simona-Ventura

E proprio sulle 50 sfumature di Simona giochiamo in queste pagine di abiti lunghi, completi da uomo  “colpi di testa”. «Sì, ne abbiamo combinate davvero di tutti i colori», scherza Roberto Farruggia, da dicci anni l’unico a poterle mettere le mani tra i capelli. «Lavorare con Simona è più che stimolante, per lei ogni trasmissione è un viaggio a sé che merita un look tutto suo. Ci mettiamo al lavoro mesi prima dell’inizio, studiamo le collezioni degli stilisti che indosserà, annusiamo le tendenze e poi creiamo. Parola d’ordine: osare. Nonostante abbia le idee molto chiare, Simona ascolta e non ha paura di sperimentare. Come facemmo qualche anno fa con il rame, un colore che fu uno choc: ricordo il pubblico dei social network diviso in due, ma il risultato fu che per quella stagione i flaconi rossi andavano via che era un piacere. Anche se il suo look più copiato e amato resta il caschctto biondo corto dietro e lungo sul davanti. Ormai lo so fare a occhi chiusi. Solo su una cosa non sono riuscito a convincerla, a lasciare le radici scure schiarendo via via il capello. Potrebbe essere una delle nostre prossime sfide».

E la chioma di Simona, che al naturale sarebbe liscia e castana («Praticamente senza un capello bianco, beata lei», rivela Farruggia), se la ricorda bene anche Giancarlo Magalli, che della Ventura è stato lo scopritore nel 1988. «Eccome, impossibile dimenticarsi quell’ananas di ricci che aveva sulla testa! Avevo già scelto due vailette per lo show Domani Sposi, ma la Rai mi aveva imposto di inserirne una terza, una raccomandata neanche bella, anzi a ripensarci veramente brutta. Dissi: “Ok, ma mi fate prendere anche questa Ventura”. Al di là dell’ananas, aveva gambe c sorriso perfetti, una spontaneità e sicurezza da centro immediato. Simona fece capire di non essere dotata solo tricologica-mcnte già al primo servizio fotografico. Si mangiò le altre tre, tanto che nelle copertine che i magazine televisivi ci dedicarono ceravamo solo io e lei. Alla fine della trasmissione la salutai con un invito: “Studia, tu sci sprecata per fare la valletta”. Lei mi guardò e rispose: “Dammi due anni e presenterò la Domenica Sportiva”. Risi: per una donna, tanto più una sconosciuta, era come sognare di andare sulla Luna. Se non furono due, furono tre gli anni, ma alla Domenica Sportiva Simona ci arrivò davvero».

Quando si dice personalità c carisma, doti di cui Simona, piaccia o no, abbonda senza possibilità di smentita. «Non fossi stato io a lanciarla, ci avrebbe sicuramente pensato qualcun altro: troppo tosta e determinata per non uscire fuori», prosegue Magalli. «Con un “più” importante, una certa umiltà. Si-mona non è l’unico personaggio televisivo che ho tenuto a battesimo, ma è la sola che lo ricorda sempre con parole affettuose quando glielo chiedono. E questo fa piacere. È un peccato che la Rai si sia fatta scappare un talento come il suo, spero che Notti sul ghiaccio sia la prima tappa di un ricongiungimento definitivo. Simona c una fuoriclasse che merita programmi alla sua altezza. Anche se, come dice sempre lei, ciò che conta è realizzare quello che più si desidera, fregandosene del giudizio degli altri. Ecco, per i 50 anni auguriamole questo: continuare a farlo». Ok, un ottimo auspicio.

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