Sindrome da spogliatoio: boom di richieste di allungamento del pene

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Pare che ci sia in atto una nuova sindrome che sta colpendo gli uomini italiani la cosiddetta “sindrome da spogliatoio”; oggi curare il fisico oltre che una moda, è diventato uno stile di vita; un buon 35% della popolazione maschile frequenta, palestre e fa sport. Questo è positivo, ma allora dove sta il problema? Da dove nasce questa sindrome? Il problema sono le dimensioni del pene; gli uomini messi a confronto tra loro sotto le docce si sentono menomati se non possono vantare “misure” da record. Da qui nasce l’incremento degli interventi di allungamento o ingrandimento del pene. I dati statistici parlano chiaro: nel 2014 si è registrato un +20% di richiesti per questo tipo di interventi.

A ricorrere a quel tipo di chirurgia soprattutto i giovani fra i 18 e i 35 anni, con un campione di soggetti con preparazione culturale medio-alta e di estrazione sociale varia. Giovanni Alei, direttore del Centro di chirurgia genitale maschile del Policlinico Umberto I di Roma in occasione dell’incontro “Salute sessuale maschile: La nuova chirurgia mininvasiva e correttiva ha spiegato:

“Per quanto riguarda l’allungamento la metodica più utilizzata, di solito, è quella che prevede l’inserimento di un distanziatore in silicone fra pube e base del pene, che ben si adatta alle caratteristiche anatomiche del paziente. Per l’ingrandimento, invece, da qualche tempo si è cominciato a usare il derma umano e suino liofilizzati, ottenendo ottimi risultati. Grazie a queste metodiche di intervento, si riesce a ottenere aumenti fino al 30%”. Una frontiera della medicina che tiene conto anche delle problematiche maschili, sia fisiche che esistenziali.

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