Siria, liberati 300 curdi rapiti l’Isis decapita due palestinesi

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Sono stati  liberati tutti i 300 civili curdi rapiti nel nord-ovest della Siria da ribelli jihadisti; erano stati presi in ostaggio a un posto di blocco nel villaggio di Tuqad, 20 chilometri a ovest di Aleppo, e in seguito trasferiti a al-Dana, nella provincia di Idlib. Ne ha dato notizia  Nawaf Khalil, portavoce per l’Europa dell’Unione democratica curda (Pyd), il partito curdo in cui militavano i rapiti tenuti in ostaggio diversi giorni.

Non è ancora stato chiarito se la responsabilità del rapimento dei 300 ostaggi curdi siano dei qaedisti, attivi soprattutto nella provincia di Idlib; ma potrebbe  trattarsi di uomini dell’Esercito dell’Islam, un altro gruppo della galassia jihadista che controlla la località di Dana. Al Nusra aveva avuto un ruolo cruciale nella conquista del capoluogo omonimo della provincia di Idlib, il 28 marzo L’Osservatorio ha riferito che i sequestratori hanno chiesto, in cambio del rilascio dei trecento ostaggi civili, la liberazione di tre uomini arrestati ad Afrin, una città sotto il controllo curdo.

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L’Osservatorio siriano per i diritti umani intanto ha riferito di nuovi massacri: nel campo profughi di Yarmouk, alle porte di Damasco, l’Isis ha decapitato due palestinesi e ne ha giustiziati anche altri sette; l’esercito dei jihadisti fa paura e c’è molta preoccupazione per la ferocia con cui agiscono. L’Isis occupa il 90 per cento del campo di Yarmouk mentre la fazione palestinese rivale, Aknaf Beit al-Maqdis, è confinata in un’area ristretta nella zona nord-orientale; le ultim enotizie riportano che nel campo la situazione è drammatica per i 16mila palestinesi che non sono potuti fuggire: mancano elettricità, acqua e riscaldamento e i viveri scarseggiano.

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