«Sono un poliziotto, seguimi» Stupro di una 15enne a Roma

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ROMA Una quindicenne esce con due amiche e, tornando a casa, viene violentata. Non siamo in periferia e non è l’alba di una notte brava. Tutto sembra accadere al crocevia di uffici giudiziari, studi professionali e storici corridoi televisivi. In Prati, a pochi metri in linea d’aria dalle Mura Vaticane, fra la Rai di via Teulada e il tribunale di piazzale Clodio, poco prima della mezzanotte.

Gli investigatori della squadra mobile, ora, cercano un italiano di corporatura robusta. In zona ci sono telecamere. I filmati sono stati acquisiti e già oggi potrebbero raccontare dettagli in più.

La storia. Chiara (la chiameremo così), quasi sedici anni, pugliese, è ospite di amici che vivono al quartiere Prati. La scuola è finita, può concedersi una breve vacanza romana. Lunedì sera, lei e due amiche decidono di andare a Castel Sant’Angelo, dove ci sono stand, bar e la Girandola Barocca, uno spettacolo di fuochi d’artificio.

Attorno alle 22, mentre stanno rientrando a piedi, un uomo le ferma. Dice di essere un poliziotto e di volerle identificare, mostra un tesserino, chiede se abbiano i documenti con sé. Chiara è l’unica ad avere la carta d’identità: «Devo prendere gli estremi del documento, firmare il verbale, vieni con me» dice lui. L’espressione è affidabile. L’uomo è a piedi, non c’è ragione di non credere alla sua versione, né di temere.

Poche centinaia di metri e, stando alla denuncia della ragazza, lui si ferma nei pressi di via Teulada. Un giardinetto metropolitano blindato dall’isolamento e dal buio. È qui che avviene lo stupro.

Ore dopo, ricoverata al pronto soccorso del Policlinico Gemelli, la ragazza denuncerà che l’uomo ha preteso da lei anche un rapporto orale, oltre al resto. Nel suo rapporto la ginecologa del Policlinico parla di escoriazioni e lividi, fra cui uno nell’area delle palpebre, compatibile con uno schiaffo.

Dal giardinetto della violenza a via Mirabello, dove Chiara aveva lasciato le sue amiche per seguire il «poliziotto», ci sono solo poche decine di metri. Pochi passi che Chiara avrebbe percorso al ritorno rapidamente, ha spiegato agli agenti.

Le due amiche, intanto, hanno telefonato a casa. Sono circa le 23.00 e via Mirabello è sempre immersa nel silenzio innaturale dei giorni di festa. Ma la mamma di una di loro le raggiunge, appena in tempo per vedere la sagoma di un uomo, in lontananza. È buio ma la sua testimonianza viene considerata importante. Il pubblico ministero Eugenio Albamonte coordina l’inchiesta. Oggi verrà fornito un identikit ufficiale del sospettato.

Qualcuno nello stesso palazzo in cui la quindicenne è ospite, intanto, ha raccontato di aver sentito gridare. E di poter ricostruire almeno in parte l’accaduto. La maggior parte dei residenti concorda su un punto: il quartiere è invecchiato prima dei suoi abitanti. Era tranquillo, ora non è neppure confortevole.

Twitta dall’opposizione Alfio Marchini: «A Roma è emergenza sicurezza». Va all’attacco il leader leghista Matteo Salvini: «Per lo schifoso, castrazione chimica e via».

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