Squilla la truffa: L’ultima trappola tecnologica

9894

Poco importa se si riaggancia subito, perché a quel punto la nostra ricaricabile sarà stata prosciugata. E non credano gli abbonati di essere risparmiati: semplicemente, avranno il salasso a “sorpresa” posticipato alla prima bolletta. «Nei giorni scorsi abbiamo ricevuto ai nostri sportelli la denuncia di due casi con utenti che avevano riscontrato in bolletta costi di cui dubitavano sull’origine», ha spiegato Ettore Bensì, dell’associazione consumatori Adiconsum di Parma e Piacenza.

«Abbiamo verificato che si trattava di una truffa messa a punto da una banda che, grazie a tecnologie abbastanza sofisticate, “agganciava” le vittime prosciugando i loro conti telefonici». È quello che è accaduto a Giulio Ferraris di Savona: «Dopo aver richiamato sono stato reindirizzato a una linea a pagamento da 9 euro al minuto». Ferraris è stato vittima di una ping cali (“chiamata squillo”).

Funziona così: un computer effettua automaticamente migliaia di telefonate che interrompono al primo squillo (ping, in inglese). Se siete “fortunati” sul display comparirà un numero da richiamare preceduto dal segno “+” che indica prefisso internazionale: se non è seguito dal “39” (il prefisso italiano) NON richiamate. Nell’ultimo periodo a imperversare è stato il +373 (prefisso della Moldavia) e richiamando si finiva con l’accollarsi una telefonata all’estero (50 centesimi al minuto, ma con altri Paesi si possono toccare anche i 3 euro al minuto), ma soprattutto il costo del cosiddetto “servizio a valore aggiunto”: e se si vive a Pescasseroli delle previsioni del tempo della Moldavia importa ben poco. Come salvarsi? In questo caso la difesa è semplice: «Basta disabilitare le chiamate all’estero dal cellulare», consiglia Geo Ceccaroli, dirigente della Polizia postale dell’Emilia Romagna. Ma non è sempre così facile.

I truffatori più agguerriti, infatti, utilizzano lo spoofing (altro termine inglese che potremmo tradurre con imbroglio), una tecnica che consente di cammuffare da “normale” un numero di telefono straniero o di quelli “a valore aggiunto”. Lo scorso agosto centinaia di italiani furono contattati dallo 0824052: in apparenza potevamo pensare che qualcuno ci cercasse da Benevento (prefisso 0824), ma in realtà a quel numero di apparecchio fisso non corrispondeva alcun abbonato e richiamandolo si finiva con il conto salassato. «Dobbiamo ricominciare a prestare attenzione alle chiamate che riceviamo e non soltanto alle email della casella di posta elettronica», dice ancora Ceccaroli.

Non ci sono molte possibilità di mettersi al riparo, neppure l’essere iscritti al Registro pubblico delle opposizioni (il servizio che permette al cittadino, il cui numero è presente negli elenchi telefonici pubblici, di non ricevere più telefonate per scopi commerciali o di ricerche di mercato). Non a caso in Rete crescono i blog e i siti che pubblicano elenchi di “numeri a rischio” (tra i più noti, it.unknownphone.com o www.tellows.it). C’è una sola speranza. Che la truffa avvenga senza camuffare il numero. In questo caso, contattando il proprio gestore telefonico e presentando una formale denuncia all’autorità giudiziaria, è possibile ottenere il riaccredito di quanto indebitamente sottratto. Le norme, infatti, impongono che quando si contatta un servizio a valore aggiunto l’utente debba essere avvertito; cosa che naturalmente nei casi di truffa non accade. Per recuperare il maltolto serve solo armarsi di un po’ di pazienza. Se invece il numero è camuffato, serve solo una cosa: attenzione.

Condividi