St Horto la natura nel cuore di Roma con l’Architettura

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St Horto nel cuore di Roma un Tempio Naturale Architettonico

St Horto Immaginate se, per un momento, la natura vi mostrasse la sua struttura, vi permettesse di interagire con essa, di accedere ai suoi più intimi segreti alla sua luminosa verità: sarebbe quello un attimo di eterna bellezza, un momento di irripetibile perfezione.


Non sto descrivendo una scena del film Avatar, sto parlando di un’opera reale quanto affascinante, il paradiso terrestre del 21° secolo, sto parlando di St Horto.
Progettato da Ofl architecture per Lanificio 159, ex-edificio dell’industria tessile romana riconvertito a centro per attività culturali, St Horto non è solo un installazione nello spazio ma è una vera e propria opera d’arte che ricostruisce lo spazio restituendoci un ambiente complesso e perfetto, in cui tutto, vento, temperatura, suoni, piante, i nostri stessi sensi, si corrispondono e si fondono nella più totale armonia.

Uno spazio sacro, il tempio della natura nel cuore di Roma.

L’idea di sacro è presente già nel nome: il termine St (in italiano San), che esprime controllo, misura, ordine, va ad accompagnare la parola Horto, che invece esprime disordine, irregolarità ma soprattutto vita.

La combinazione armonia/confusione si riflette nel nome quanto nel progetto che vede l’alternarsi di strutture geometriche irregolari in uno spazio asimmetrico ma sapientemente gestito: all’interno di 31 vasche triangolari si alternano zone per la coltivazione, arpe sonore, sedute e illuminazione interattiva.

Ma è l’elemento sonoro la vera perla di quest’opera.

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Il compositore Vincenzo Core ha creato la musica, generata in tempo reale a partire da una melodia che è poi modificata dagli agenti atmosferici captati da una stazione meteo installata nell’orto: il vento influenza l’intensità, la temperatura i timbri delle diverse ‘voci’, l’umidità modifica il timbro generale arricchendo il suono con echi e riverberi.
Questa melodia che vola intermittente nell’aria, si manifesta nella sua pienezza solo con l’intervento umano. Su alcuni ortaggi sono infatti installati dei sensori sensibili al tocco umano tanto, da produrre note consonanti con la musica. Appoggiando la mano una sola volta nell’arco di alcuni secondi su ogni fioriera, arpa e ortaggio, l’orto entra in “risonanza” svelando la sua melodia segreta. Il miracolo è finalmente compiuto: le invisibili corrispondenze della natura si manifestano all’uomo e lo coinvolgono in un esperienza sensoriale unica: “Come echi che a lungo e da lontano/tendono a un’unità profonda e buia/grande come le tenebre o la luce/i suoni rispondono ai colori, i colori ai profumi” (C. Baudelaire, Corrispondance)

Altra qualità che ha del miracoloso è l’integrazione di St Horto con il mondo del “web degli oggetti”: è possibile infatti monitorare l’orto a distanza, provvedendo alla sua irrigazione attraverso messaggi su Twitter che, grazie al collegamento con Paraimpu (il social tool per l’internet degli oggetti), permette a chiunque abbia a cuore quest’opera, di contribuire a distanza alla sua manutenzione.

Le competenze messe in atto per la creazione di St Horto sono molte e diverse: il progetto nasce infatti dalla collaborazione di più artisti come Francesco Lipari e Vanessa Todaro di Ofl Architecture insieme a Federico Giacomarra, Vincenzo Core compositore e curatore del progetto sonoro, Mitchell Joachim di Terreform One, Nicola Corona esperto di coltivazione biosinergica, Alberto Serra esperto It, sensoristica, mobile computing, e Felice Allevi, strutturista. Il primo prototipo di St Horto è stato realizzato e presentato alla Maker Faire Roma, dal 3 al 6 ottobre al palazzo dei congressi dell’Eur.

Il progetto è stato finora ampiamente riconosciuto grazie all’interesse di diverse riviste internazionali e soprattutto dalla mostra Cut ‘n’ Paste, curata da Pedro Gadanho che espone il progetto St. Horto dal 10 luglio al 13 Dicembre di quest’anno al MOMA di New York.

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