Stephen Hawking Il genere umano non sopravviverà altri 1000 anni

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Stephen Hawking lancia l’allarme tra 1000 anni non ci sarà più vita umana sulla terra.

Le parole dello scienziato Stephen Hawking non lasciano spazio a molti dubbi: i ghiacci dell’Artico rischiano di scomparire entro i prossimi 40 anni.

Questa ipotesi sembra essere confermata da un recente studio del National Oceanic and Atmospheric Administration, secondo il quale l’Artico si sta sciogliendo più velocemente del normale e, entro l’estate del 2050, sarà senza più ghiaccio.

James Overland, Oceanografo del NOAA, sostiene che la fine dei ghiacci potrà verificarsi tra il 2020 e non oltre il 2050: il rapido scioglimento dei ghiacci di origine marina è dovuto soprattutto al rapido aumentare delle temperature, aumento causato principalmente dall’immissione nell’atmosfera dei gas che contribuiscono all’effetto serra.

“Indicatore più visibile del cambiamento climatico”, questo è quanto sostiene Overland in merito alla situazione che si sta verificando nell’Artico, e spiega anche che “il 10-15% dei ghiacci continuerà ad esistere nel periodo invernale, ma il problema maggiore è l’estate, stagione in cui si verifica lo scioglimento dei ghiacci.”.

Dagli studi effettuati emerge che la quantità di ghiaccio sciolto durante le stagioni calde, nel corso degli ultimi anni, è aumentata a causa del riscaldamento globale e lo scorso hanno si è raggiunto il picco massimo in negativo, anche se purtroppo la tendenza ad aumentare continua ad accelerare:

“Abbiamo già perso tre quarti del volume di ghiaccio marino dal 1980 ad oggi” afferma infatti Overland.


Allo studio ha partecipato anche Wang Muyin, dell’Institute for the Study of Atmosphere and Ocean dell’Università di Washington, spiegandoci che per le analisi si sono usati tre differenti metodologie, ma che tutte e tre hanno rivelato che non ci sarà più ghiaccio d’estate nell’Artico prima della metà di questo secolo.

Questo è un problema già molto grave, ma lo sono altrettanto anche le sue conseguenze che si avranno sull’habitat della fauna artica, sull’aumento dell’attività di perforazione petrolifera e sull’aumento dell’attività dei trasporti marini.

Overland spiega anche che, se le cose dovessero andare come previsto, si verificherebbe un accentuarsi dei fenomeni meteorologici per le popolazioni dell’emisfero settentrionale:

“È difficile in questo momento dire se le forti tempeste di neve degli ultimi due anni siano state causate da quello che sta succedendo nella regione artica, o se il percorso dell’uragano Sandy sia stato dettato dai cambiamenti climatici nell’Artico, ma ci sono indicazioni per un clima più estremo man mano che l’Artico si riscalderà”.

Stephen Hawking, fisico e cosmologo britannico di fama internazionale, consiglia quindi di concentrarsi sull’esplorazione e la colonizzazione di altri mondi nel nostro spazio “per il bene dell’umanità, perché il genere umano “non sopravvivrebbe altri mille anni senza scappare dal nostro fragile pianeta“.

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