Strage a Graz Si lancia in Suv contro la folla Incubo terrorismo in Austria

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Tre morti: un uomo, una donna e un bimbo di sette anni. E 34 feriti, dieci dei quali gravi, e uno che si dibatte tra la vita e la morte. Tutti travolti da un Suv lanciato a 100 km all’ora in una via centrale particolarmente affollata di pedoni. Secondo i testimoni, una scelta di vittime assolutamente casuale: ilveicolo colpiva i pedoni e li faceva sbattere e rimbalzare tra cofano e parabrezza.

È avvenuto in Austria: a Graz, capoluogo della Stiria, e seconda città del Paese. E per ora assicurano che non si tratta di terrorismo. Ma il meccanismo della strage assomiglia molto a certi attentati che sono avvenuti in Israele, e dopo quel che già in questo 2015 è accaduto in particolare a Parigi, Copenaghen, Nizza e Tunisi, per lo meno un dubbio resta, fino a quando le indagini non avranno chiarito tutti i retroscena. L’arrestato, infatti, è un 26enne austriaco, ma di origine bosniaca.

«Nessun fanatismo come movente», ha subito detto il capo della polizia regionale Josef Klamminger. L’ipotesi fatta che «possa soffrire di problemi psichici» è però da un lato lapalissiana: chi si butta con un’auto su una folla di passanti per definizione deve avere qualche rotella Inori posto. Dall’altra è però pure evidente frutto di una cautela quasi d’obbligo: dopo quel caso Breivik in cui si gridò al terrorismo jihadista per una strage dovuta invece a un islamo-fobo fanatico; dopo la catena di uccisioni di Tolosa e Montauban che in un primo momento era stata attribuita a un Breivik francese e che poi invece si scoprì che si trattava del jihadista Mohammed Me-rah; è ovvio che si aspetti prima di annunciare che un musulmano ha fatto una strage perché il suo problema psichico consisteva in odio anti-occidentale.

Erano le 12,30 nella Herrengasse, una importante via del centro chiusa alle auto. A 76 km di distanza nel circuito di Spielberg si stavano tenendo le prove del Gran Premio di Austria di Formula Uno in agenda per oggi alle 14, e la zona era piena di persone pro -prio perché si stava tenendo un evento collegato alla corsa.

L’uomo «ha volontariamente» guidato il mezzo contro i passanti ha informato il governatore del Land Hermann Schutzenhofer: che si è detto «scioccato, colpito e sconvolto». Sempre Schutzenhofer ha riferito che il guidatore era «armato di un coltello», con il quale avrebbe minacciato gli agenti che sono poi riusciti a bloccarlo: ma questo particolare è stato smentito da alcuni giornali. Anche lui ha parlato comunque di uno «squilibrato mentale», mentre il presidente della repubblica austriaco Heinz Fischer si diceva a sua volta «profondamente scioccato» da quanto accaduto.

Era presente il sindaco Siegfried Na-gl, che per evitare di essere investito a sua volta ha dovuto fare acrobazie con lo scooter che stava guidando. «Il guidatore ha deliberatamente puntato sui pedoni. Io stesso ho visto una donna travolta», ha detto alla stampa. Altre testimonianze: «I corpi giacevano faccia in giù per la strada, coperti di sangue». «Stavo prendendo un cappuccino sulla piazza principale quando la gente ha iniziato a urlare e ho sentito il rumore dell’auto.

Per salvarmi sono saltato in una galleria vicina». La vicinanza della Formula Uno ha se non altro favorito i soccorsi, e tra i presidii medici della città e quelli accorsi da Spielberg sul luogo della strage si sono subito concentrati 50 ambulanze, quattro elicotteri e 16 tra sanitari del pronto intervento e medici. Sul posto è stata approntata anche una unità di crisi e il centro della città è stato transennato. Come si è ricordato, il meccanismo dell’attacco ai passanti con un veicolo è comune negli attentati jihadisti in Israele. A Gerusalemme il 20 maggio un lupo solitario palestinese si lanciò con la sua vettura su un posto di blocco, ferendo due poliziotti prima di essere ucciso. Poi l’attacco di Gerusalemme lo scorso 22 ottobre, quando un palestinese lanciò il suo veicolo su un gruppo di persone che aspettavano il tram a una fermata, uccidendo una neonata di tre mesi e ferendo otto persone, di cui una poi morta quattro giorni dopo: un turista ecuadoriano. Morto anche l’attentatore, in un’azione rivendicata da Hamas. Replica il 5 novembre, con un’altra azione rivendicata da Hamas contro i passeggeri in attesa del tram di Gerusalemme: quattro morti, tra cui l’attaccante, e 14 feriti. E terzo simile episodio a Alon Shvut sei giorni dopo: attacco con auto e poi pugnale su una fermata di autobus, uccisa una donna e due feriti.

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