Strage al Tribunale di Milano,Claudio Giardiello era pronto ad uccidere ancora

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Ricorderete sicuramente quanto avvenuto nella giornata di giovedì a Milano, dove Claudio Giardiello, un imputato si è introdotto nell’aula del Tribunale dove si svolgeva l’udienza a suo carico per bancarotta fraudolenta ed ha compiuto una vera e propria strage, uccidendo tre persone e ferendone altre.

Secondo quanto dichiarato dai carabinieri che hanno seguito le indagini, l’imputato avrebbe ucciso ancora e poi si sarebbe suicidato,o almeno queste erano le sue prime intenzioni, se non fosse stato che i carabinieri lo hanno arrestato prima che potesse commettere un ulteriore omicidio. Ebbene si, l’uomo era diretto a Bergamo per andare ad uccidere un altro uomo, ovvero il suo ex socio. L’uomo era convinto di essere stato truffato e che il Tribunale fosse la causa dei suoi mali, e così l’uomo ha pianificato la sua aggressione nei minimi particolari, che poi ha confermato anche ai carabinieri; il tutto sarebbe stato motivato dal desiderio di vendetta.

Così ad oggi l’uomo è stato accusato di omicidio plurimo con l’aggravante della premeditazioni e quella di tentato omicidio. Stando a quanto dichiarato dal legale, o meglio dal suo ex legale, “Claudio era una persona sopra le righe, ingestibile come clienti. Era uno che pensava che tutti lo volessero fregare, era paranoide”.La sua azienda ovvero l‘Agenzia Immobiliare Magenta era stata dichiarata fallita lo scorso 13 marzo del 2008; l’azienda per il 55% faceva capo a Giardiello mentre per il 30% a Davide Limongelli, ovvero il nipote di Giardiello coimputato e rimasto colpito nella sparatoria. Nella società presente anche un terzo socio, Giovanni Scarpa possedendo il 15% dell’azienda. 

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