Studiare Costa Troppo? Verso la Scuola Digitale

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Costi dei Libri di Scuola eccessivi, quest’anno le cifre salgono a dismisura e se si andasse incontro ad una Scuola Digitale?


Si sa, la cultura ha il suo prezzo, ma quest’anno nonostante la crisi i Costi dei Libri di Scuola aumentano e vanno a gravare sulle famiglie italiane. A farne le spese sono soprattutto le famiglie che iscrivono i propri figli al primo anno di scuola superiore o al primo anno di scuola media, perché è qui che oltre ai libri i genitori si trovano a dover sborsare diverse centinaia di euro per dizionari, attrezzi da disegno e via dicendo.
Secondo la Federconsumatori infatti le spese da affrontare per un alunno di prima media si aggireranno attorno ai 484 euro per i soli libri, più 506.50 euro per tutto il corredo accessorio, la cifra alla fine si aggirerà attorno ai 990 euro, peggio per chi si iscrive al liceo, la spesa potrà sfiorare i 1300 euro, decisamente troppi visti i tempi.
Non va meglio per i bimbi delle elementari, qui la spesa principale da sostenere è quella dell’acquisto di grembiuli, zaini, astucci a cui si sommano anche contributi una tantum per l’acquisto di materiale di lavoro di cui le scuole italiane attualmente sono sfornite a causa dei tagli.

Come Risparmiare sulle spese scolastiche? A questo pensa già il Governo, taglia di qua, taglia di là senza senno di causa, andando a minacciare seriamente l’educazione e la formazione delle future generazioni, ma nel frattempo i ragazzi dovranno pur studiare e per non far mancare loro nulla i genitori non possono certo fare un prestito; si può ricorrere ai mercatini dell’usato, si possono chiedere delle agevolazioni presso i propri comuni, si possono e si dovrebbero sensibilizzare gli insegnanti.
Senza nulla togliere alla vecchia generazione -che nella maggior parte dei casi vorrebbe andare in pensione ma che di anno in anno si vede aumentare di qualche mese l’età minima di pensionamento- forse dei professori più giovani e all’avanguardia potrebbero essere capaci di combattere questa tendenza alle spese scolastiche eccessive.
Come? Con l’ausilio di materiale digitale.
Mentre nelle graduatorie di istituto vengono dati punteggi a corsi “inutili” grazie a corsi sull’uso del tablet a scuola, forse qualcuno dovrebbe spiegare al Miur che la digitalizzazione  non passa solo attraverso il tablet, anche perché se venisse imposto l’acquisto di un tablet di medio livello non ci sarebbe alcun risparmio, la digitalizzazione deve passare attraverso risorse fruibili in casa propria, il web, la rete, il pc che tutti possiedono, accompagnata da pochi libri cartacei da utilizzare in classe.


Premesso che il piacere di toccare le pagine di un libro, di sentirne quell’odore di inchiostro o di polvere è un piacere inesauribile, è pur vero che oggi non si può più imporre l’acquisto di Kg e Kg di carta, perché molti non possono davvero permetterselo. E quindi l’insegnante dovrebbe ingegnarsi, preparare degli esercizi da inviare, magari in pdf, a tutti i suoi alunni, dovrebbe scegliere un’edizione economica della Divina Commedia e spiegarla ai suoi alunni utilizzando i libri che nella maggior parte dei casi possiede.

Ma se si passasse all’editoria elettronica e digitale, ebook, dizionari online e tutto il resto? Andrebbero in crisi le case editrici? Non è detto. La riconversione è un processo che avviene da quando è nata l’industria, scegliere libri a basso costo scaricabili e stampabili, permetterebbe alla casa di editrice di guadagnare senza dover affrontare le spese di stampa, rilegatura e distribuzione.
La carta è eterna, il digitale può essere eliminato con un click, ma se questa è l’unica soluzione perché non tentare?

Una scuola che cade a pezzi può pretendere tutto questo? Una scuola fatta di professori che vivono sul filo del rasoio, che si trovano trenta alunni in classe che non possono essere seguiti a dovere, merita qualcosa in più, non trovate?

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