Tagli Sanità- Lorenzin e la Ristrutturazione del Sistema Sanitario

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Tagli Sanità Deospedalizzazione e Riprogrammazione Sanitaria sono Necessarie

Tagli Sanità fino a 3 miliardi di Euro, una bufala che porterebbe al collasso il sistema sanitario nazionale secondo la Lorenzin. Tuttavia le misure per risparmiare da tenere in considerazione sarebbero diverse, tra queste ci sarebbe la deospedalizzazione ovvero il trattamento domiciliare dei pazienti.


Quanto costa ogni giorno un paziente ricoverato in ospedale? Secondo quanto dichiarato dalla Lorenzin su Radio 1 Rai la spesa a carico del sistema sanitario nazionale per ogni paziente ricoverato si aggirerebbe intorno ai 2mila euro fino ad arrivare a 5 mila.

Se i pazienti fossero trattati presso il proprio domicilio i costi sarebbero nettamente inferiori fino ad un massimo di 800 euro al giorno.
I soldi risparmiati saranno reinvestiti all’interno del Sistema Sanitario in maniera da poter mettere in sicurezza e risistemare le strutture, acquistare materiali d’avanguardia.

Ma non è solo questo il problema, a livello regionale è necessario che avvenga un ricambio generazionale dei medici, non per questioni di occupazione, quanto piuttosto di innovazione.

Le cure innovative– Le cure innovative sarebbero un altro punto da tener a mente assieme all’acquisto di farmaci. A questo punto sarebbe doveroso aprire una parentesi in molti reparti sforato il budget mensile non si dispone dei farmaci di uso comune, tachipirina e simili, questo è quanto di più scandaloso possa accadere.

Fin qui sono state esposte le parole della Lorenzin, ora vorremmo esporre qualche piccolo punto critico.

Lentezza nelle prestazioni sanitarie- Molte volte i tempi di attesa per esami/interventi da effettuare all’interno dell’ospedale stesso durante il periodo di ricovero, hanno tempi lunghissimi, che costringono il paziente a stazionare in reparto per più giorni prima di essere dimesso. Il motivo è essenzialmente da ricondursi alla carenza, carenza di personale, di posti letto, di macchinari.

Con un sistema sanitario al collasso, con medici che devono coprire due reparti, non puoi neanche permetterti di stare male.
Diciamo che nessun paziente ha il piacere di stare chiuso in una stanza dove persino per guardare la Tv che ha portato da casa deve pagare, nessuno vuole rimanere in ospedale, eppure ci sono pazienti che stanno lì, fermi, perché non c’è posto in terapia intensiva, perché la sala operatoria non è libera, perché in lista per l’uso dei macchinari diagnostici ci sono 10 persone che attendono per lo stesso esame.

Esami con ticket– Sicuramente vi sarà capitato di dover fare un esame parecchio costoso per il quale avrete deciso di pagare il famoso ticket, una mammografia, una tac o altro, alcune volte questi esami fanno parte di screening preventivi per varie malattie, giusto per dirne una il cancro, una piaga che dilaga ed uccide centinaia di migliaia di persone l’anno, bene, se per caso una donna dovesse avvertire un nodulo al seno e non avesse abbastanza soldi per fare una mammografia a pagamento, potrebbe aspettare diversi mesi per poter effettuare l’esame in convenzione.

Tempi che potrebbero uccidere una persona malata, che magari potrebbe salvarsi con una diagnosi precoce. I tagli sanità fanno prediligere ai cup gli esami a pagamento, per i quali c’è sempre posto, mentre per gli esami in convenzione si aspettano diverse settimane.

E qui ci fermiamo per dire che forse il problema non è la semplice deospedalizzazione del paziente, quanto piuttosto la mancanza di fondi, qui non è possibile tagliare.

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