Tassista violentata: confessa il 30enne romano fermato

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Simone Borgese; questo il nome del trentenne romano che messo alle strette ha confessato la violenza con aggressione ai danni della tassista, avvenuta a Ponte Galeria, una zona periferica di Roma; dove il Borgese si era fatto accompagnare, per poi aggredire la donna, picchiarla, derubarla e costringerla a un rapporto orale sotto la minaccia di un coltello. La violenza è avvenuta venerdi in una strada isolata della zona citata;   sabato la polizia aveva diffuso un identikit fornito dalla vittima che è poi stato visto da un collega di quest’ultima che ha riconosciuto Borgese, perchè qaulche giorno prima lo aveva accompagnato e quando si è reso conto che il “cliente” non poteva pagare la corsa, si è fatto lasciare  il numero del cellulare come impegno al pagamento.

Gli agenti della Squadra Mobile, al comando di Luigi Silipo, hanno verificato varie segnalazioni tra cui quella del tassista che lo ha riconosciuto come un cliente trasportato una quindicina di giorni fa; proprio grazie al controllo delle celle agganciate dal telefonino, domenica pomeriggio, gli investigatori hanno bloccato in zona Pineta Sacchetti alla periferia di Roma l’aggressore. Il trentenne, che lavorava come cameriere, ha già a suo carico alcune denunce per furto, minacce, violazione di domicilio. Non avrebbe infine pagato anche altre corse in taxi per le quali è stato denunciato. Simone Borgese è stato riconosciuto in foto anche dalla vittima.  L’indagine condotta  dal procuratore Maria Monteleone e dal sostituto Eugenio Albamonte, deve ora portare alla conclusione e alla conferma dei reati contestati al Borgese con la giusta condanna.

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