Terra ferma, siccità colpa dei gay: Lo stupidario degli imam radicali

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Dice: il pericolo viene dall’islam fondamentalista. Vero. Ma a spararle grosse non sono (solo) i kalashnikov. Anche con i microfoni non scherzano. Non passa settimana senza che qualche imam in giro per il mondo si scordi di regalarci una perla di demenziale saggezza. Sedicenti scienziati, studiosi e dotti dell’islam più intransigente pare non abbiano freni. E se la cultura occidentale è costellata da domande senza risposta, niente paura: a illuminare il «medioevo» di Europa e Stati Uniti ci pensano loro. Con teorie e dottrine sconclusionate, che neanche i bambini di quinta elementare.

In questo senso, l’ultimo esempio in ordine di tempo è illuminante. Protagonista il predicatore Mucahid Cihad Han, titolare di un programma dell’emittente turca 2000 Tv. Un telespettatore ha telefonato, confessando in diretta l’impura abitudine: la masturbazione. Non solo: l’onanista musulmano ha aggiunto di essersi masturbato anche durante la Umrah, il pellegrinaggio alla Mecca. La sentenza dell’imam è stata terribile: «Coloro che hanno rapporti sessuali con le proprie mani se le ritroveranno incinte nell’aldilà». Un’immagine invero da film horror, l’oltretomba affollato di arti gravidi. Il mistico ha poi coranicamente argomentato: «Dopo la morte le mani reclameranno i loro diritti».

E se questa appare surreale, l’episodio che viene dal Pakistan risulta invece tanto misogino quanto urticante. Maulana Fazlur Rehman, leader di Ja-miat Ulema-e-Islami Fazl – il quinto partito più importante -non ha dubbi: «Le donne in jeans causano inflazione e terremoti». Dice così: l’aumento dei prezzi del mercato e le frane sarebbero dovuti all’industria del denim, economisti e geologi han preso un abbaglio. Rehman ne è talmente convinto che ha chiesto alle forze armate di lanciare un’offensiva militare contro il vero nemico, cioè «ogni donna che indossa i jeans». E con quanti han provato a chiedere spiegazioni, Reh-man è stato lapidario: «Dal terremoto all’inflazione, tutti i disastri sono causati dall’impudicizia delle donne». Poi ha, diciamo così, spiegato: «Una donna che non è coperta come un sacco di farina è un’arma di distruzione di massa per il suo Paese, e il Pakistan ha una moltitudine di tali missili nucleari in tutte le sue principali città». Quindi, le signore sono caldamente invitate dipassare al burqa, così da non causare smottamenti. Di nessuna natura.

Poi ci sono quelli che «il concetto di stupro è un’invenzione degli europei, perché dovremmo seguirli?». Forse perché l’istituzione di quel reato è una conquista di civiltà? No, in Malesia non ne vogliono sapere. Perak Mufti Tan Sri Harussani Zakaria, noto imam di Kuala Lumpur, lo insegna durante i suoi sermoni: «La donna non può mai negare i suoi favori sessuali al marito, tranne che nel periodo del ciclo perché in quei giorni è impura». Della sua volontà non importa: «Non ha il diritto di negarsi al marito, che invece ha quello di pretendere un rapporto con lei in qualunque condizione, anche in groppa a un cammello». Yasser Barahimi, uno dei più importanti scafiti della Dawa in Egitto, è andato oltre, e ha addirittura sancito il «diritto allo stupro» per mezzo fatwa. Così ha detto a un fedele: «Tua moglie deve adempiere sempre i suoi obblighi verso la sharia. L’amore non c’entra». E magari non è un caso che sulle pagine di D abiq, il magazine di propaganda dell’Isis, itagliago-le dello Stato Islamico scrivano che le donne «infedeli» rapite sono felicissime di diventare schiave sessuali, visto che «il sesso forzato non è stupro».

In Uganda sono in altre faccende affaccendati. Qualche mese fa la pioggia nel Paese africano non accennava ad arrivare, e dalla mosche Kibuli di Kampala si è alzato il grido contro la causa di tanta aridità: gli omosessuali. Sì, in Uganda non piove perché ci sono tanti gay. «La pioggia è di Allah, noi dobbiamo pentirci dei nostri peccati» ha detto Sjeikh Sili-man Kasule Ndirangwa, noto religioso musulmano. «La nostra società è impregnata di omosessuali, corruttori e truffatori: loro sono la causa». Presa diposizione che fa sembrare illuminata persino la danza della pioggia.

Ma la lezione più alta di scienza all’ombra della Mecca ce l’ha regalata a febbraio di quest’anno lo sceicco al-Bandar Khaibari, imam saudita, che con un solo colpo di spugna ha cancellato secoli di dottrine galileiane. «La Terra è ferma, non si muove» ha affermato davanti ai suoi studenti, postando la sua lezione su YouTube. Ed ecco il ragionamento grazie al quale è arrivato alla rivoluzionaria conclusione: «Se il nostro pianeta si muovesse, ci basterebbe stare fermi su un aereo sospeso in aria e nell’arco di qualche ora ci troveremmo in Cina». A meno che il globo non giri nel senso opposto, ovvio. Era così semplice che non ci avevamo pensato.

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