Tolgono i soldi ai terremotati: li danno ai rom

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I terremotati restituiscano i rimborsi avuti, dobbiamo finanziare i rom. Sembra impossibile ma in queste ore, in Emilia Romagna, sta succedendo proprio questo: da una parte una legge che stanzia 700mila euro per «inclusione dei nomadi», dall’altra una serie di beffe per le vittime del sisma che, oltre a dover pagare l’Imu sulle case ridotte in macerie, ora si vedono pure costrette a rendere i contributi ricevuti per le notti della paura. Come è successo al signorMauri-zio Farinelli di Carpi, pensionato e invalido, che ha trovato nella cassetta un ordine tassativo: o restituisci subito 266,66 euro o procediamo al «recupero coattivo dell’importo». La sua colpa? Aver trascorso lun-ghimesi in tenda. E, soprattutto, non essere rom.

La storia del pensionato Farinelli è stata raccontata ieri dalle pagine locali della Gazzetta di Modena. Nel 2012 ebbe tanta paura e qualche danno in casa: un po’ di crepe sul muro, qualche piastrella del bagno caduta. Per diversi mesi pensò di dormire fuori dall’appartamento: non chiese aiuto nessuno, prese la sua tenda personale e la piazzò alla Polisportiva Pietri. Per ricompensarlo del disagio gli diedero un po’ di soldi per «autonoma sistemazione». «Senza, per altro, che io facessi nessuna richiesta», come ci tiene a precisare lui. Ora, però, gli chiedono indietro una parte consistente di quel contributo, oltre la metà di quei soldi. Un caso isolato? Macché: stiamo scrivendo a un certo numero di persone, confessa l’assessore competente del Comune di Carpi. E come mai? «Ce lo chiede la Regione». In base a cosa? «Non conosco i singoli casi, ma il regolamento in materia è stato modificato».

Non è meraviglioso? Non conoscono i singoli casi, ma il regolamento è stato modificato. Dunque, in base alla modifica evidentemente escogitata da un cervellone degno del Nobel, il terremotato deve pagare questa colpa gravissima: avendo avuto paura, ha cercato di arrangiarsi da solo. Ma è matto questo signor Farinelli? Arrangiarsi da solo? Non lo capisce come va il mondo? Se si fosse messo apiangere in mezzo a una strada, se si fosse impegnato a mungere la vacca pubblica, ecco allora avrebbe avuto tutto il rispetto delle istituzioni. Se poi fosse andato a rubare alla stazione dei treni, qualche scippo, un po’ di borseggi, se avesse sottratto rame e incendiato rifiuti tossici in una baracca, non parliamone. Avrebbero subito detto: «Poverino», bisogno fare la legge sull’inclusione. Invece è solo un terremotato italiano. Dunque i 700mila euro non ci sono.An-zi, non c’è nemmeno il becco di un quattrino. Anzi, è lui che deve pagare.

Così come hanno dovuto pagare entro ieri, e guai se se ne sono dimenticate, le altre vittime del sisma, quelle chiamate a versare l’Imu sulla loro casa ridotta in macerie. A voi sembra una cosa possibile pagare la tassa su un immobile, se l’immobile non c’è più? Mi metto neipanni di una di queste famiglie: hanno avuto il proprio alloggio raso al suolo nel giro di una notte, e già non è una cosa piacevole. Devono comunque continuare a pagare il mutuo, perché le banche non hanno il cuore tenero neppure di fronte alle tragedie. Si devono trovare un’altra soluzione per vivere, magari una casa in affitto, con un ulteriore esborso. E poi arriva lo Stato che dice: non avete più la casa, ma avete sempre la tassa sulla casa. Non vi viene voglia di diventare un po’ zingari, magari occupare una villetta abusiva o piazzare una piccola roulette molto lercia in un campo di periferia? Così, per vedere l’effetto che fa…

Magari ci si guadagna a non essere persone perbene perché per le persone perbene non ci sono mai soldi. Né leggi. O, quando ci sono, arrivano troppo tardi. Per esempio: dopo mesi ditiramolla, perdite di tempo e cambi di idee, il Consiglio dei ministri l’11 giugno aveva approvato il decreto entilocali che prevedeva agevolazioni fiscali per le piccole imprese dell’Emilia terremotata. Queste ultime avrebbero potuto, almeno loro, evitare di pagare Imu e Tasi. Fino all’ultimo si è discusso di inserire un emendamento per estendere l’esenzione anche alle famiglie con la casa distrutta. Dico «pare» e uso il «condizionale» perché, con buona pace ditutti, quel decreto ieri non era ancora stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale. E dunque, essendo ieri la scadenza, Imu e Tasi è stata pagata da tutti, imprese e famiglie con case distrutte, senza differenza alcuna. Perle agevolazioni aspettare prossimamente. Oppure rivolgersi ai rom.

Ancora una volta: vi pare possibile che per fare un decreto per non pagare l’Imu si aspetti così tanto che passa la scadenza e così l’Imu va pagata? Sarà cialtroneria, saràburo-crazia, sarà scarsa capacità, sarà quello che volete. Ma a me pare soltanto una presa per i fondelli. L’ennesima. Certo: se il decreto verrà pubblicato si potranno chiedere i rimborsi. Salvo che poi a qualcuno non venga in mente di «cambiare il regolamento» e chiedere il rimborso del rimborso, come è accaduto al pensionato Farinelli di Carpi, colpevole di aver dormito nella sua tenda unbelpo’di mesi e di aver avuto una strizza blu.

E alla fine del racconto di questa confusione normativa, che parte dalle macerie della casa e finisce alle macerie delle istituzioni, in mezzo al caos istituzionale che bastonai pensionati e premia i nomadi, allora, non resta che una domanda amara. Purtroppo la solita: come si fa? E soprattutto: fino a quando gli italiani potranno tollerare?

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