Tour e singolo assieme Baglioni e Morandi, ragazzi inossidabili

323

Sono già diventati la strana coppia del pop italiano. Claudio Baglioni e Gianni Morandi, che in mezzo secolo di carriera assommano 100 milioni di dischi venduti, 10.000 concerti singoli e un migliaio di canzoni incise, spiegano perché hanno dato vita al progetto Capitani Coraggiosi. Evento le cui prime dieci date avranno luogo allo stadio del tennis di Roma (dal 10 settembre) e che potrebbe diventare, poi, un vero e proprio tour con tanto di show televisivo e cd-dvd. A cui fa da apripista un’orecchiabile canzone inedita – Capitani Coraggiosi, appunto – in radio da oggi.

«Ci siamo incontrati per la prima volta nel 1969, in un party dell’allora nostra casa discografica, la Rca, ma non abbiamo mai dato vita a un progetto comune. Ci siamo, in seguito, intravisti qua e là e incontrati sul palco in alcune serate, a Lampedusa e in un memorabile concerto a Malta davanti a 150.000 persone. L’idea di una serie di concerti insieme c’era ma non si concretizzava mai. Ma volevo fare qualcosa con uno più grande di me…», ironizza Baglioni che, in realtà, ha sette anni meno dell’eterno ragazzo di Monghidoro, idolo su Face-book. «L’anno scorso sono stato a un concerto di Claudio e quella sera ho capito che era arrivato il momento. Infatti, pochi giorni dopo, miha telefonato: partiamo, Gianni? Ho già il titolo dello show: Capitani Coraggiosi, il titolo di un bellissimo libro di Kipling. Chi sono i capitani coraggiosi? Non noi: sono gli italiani che vivono con 1200 euro per far arrivare a fine mese la famiglia», filosofeggia Morandi.

L’incontro stampa con i due si trasforma – non poteva essere altrimenti – in un mini-concerto, assaggio di quello che capiterà a settembre: ecco Poster e Un mondo d’amore, Strada Facendo e C’era un ragazzo, tutte cantate in duetto. Perla prima volta Baglioni e Morandi ci fanno anche ascoltare l’inedito che dà vita al progetto Capitani Coraggiosi, seguito da un video che li vede al volante di una Jaguar XJ Cabrio d’epoca.

«La prima volta che ci siamo incontrati è stato 47 anni fa e Gianni si presentò chiamandomi Signora Lia (brano del debutto di Baglioni nel 1969, ndr) e a me la cosa non mi andava giù tanto», dice Claudio. «Per anni gli ho chiesto di scrivermi una canzone ma niente, non l’ha mai fatto», ricorda Morandi. «Lui è un tipo che vive a contatto con la gente, posta ogni giorno foto su Facebook e vive istintivamente anche la musica», dice Baglioni. «Claudio è un grande artista ma è molto meticoloso», racconta Morandi. «Forse, ma dalle prime frequentazioni sono affiorate molte diversità ma anche tante affinità. Le mie canzoni durano quasi sei minuti, le sue due… Lavoreremo con 21 musicisti, 5 coristi e avremo ospiti Doc come per esempio Danilo Rea», dice Baglioni. «Le mie canzoni sono più dirette nei testi, le sue più lavorate», ribatte Morandi. Intelligente la strada scelta dai due per sfuggire un po’ dall’ovvio, dal ruolo di eroi popolari della canzone, da icone di se stessi.

«Giorno dopo giorno, ci studiamo e ci conosciamo meglio.», si fa serio Ba-glioni. E ancora: «Mi piacerebbe portare Capitani coraggiosi anche a di là dei confini italiani, in America o in Russia, ad esempio», butta lì Morandi. «Come fosse un viaggio di nozze», chiude Baglioni.

Condividi