Io Uccido Recensione e Trama di Faletti

1984

Io Uccido Recensione e Trama- Il poliedrico Giorgio Faletti tiene tutti con il fiato sospeso con un romanzo che ha dell’incredibile.

Io Uccido Recensione e Trama-

“Anche in questo siamo uguali. L’unica cosa che ci fa differenti è che tu, quando hai finito di parlare con loro, hai la possibilità di sentirti stanco. Puoi andare a casa e spegnere la tua mente e ogni sua malattia. Io no. Io di notte non posso dormire, perché il mio male non riposa mai.”
“E allora tu che cosa fai, di notte, per curare il tuo male?”

“Io uccido…” » : queste  sono le parole che escono dall’interfono, gelando il sangue di Jean-Loup Verdier e dando inizio ad una serie di omicidi che sembrano essere commessi da un’ombra, Uno e Nessuno.

Ma Frank Ottobre non ha ascolta la radio, non guarda la tv, non ha contatti con il mondo e sta passeggiando  per le vie del Principato di Monaco, assorbito completamente dai suoi sensi di colpa, quando incappa in quella che riconosce subito essere la scena di un crimine.Per Frank Ottobre, agente dell’FBI in congedo temporaneo, e per il suo amico, il commissario Nicolas Hulot, è l’inizio di un incubo, una corsa contro il tempo scandita dalle telefonate del misterioso Nessuno e dalla traccia musicale che lascia come indizio: oltre al danno, quindi, la beffa.

Lo scenario in cui ha luogo la lunga serie di omicidi è il tranquillo Principato di Monaco e soprattutto la sede di Radio Monte Carlo, dove ha luogo la trasmissione che il killer usa come unico punto d’incontro con il mondo reale: punto rappresentato da Jean-Loup Verdier, dj di successo, che si trova a svolgere il delicato compito di confidente, mentre ascolta la gelida voce che viaggia nell’etere e, con voce calma, risponde, quasi come un amico, quasi come se fosse la voce della coscienza della voce della Morte.

Leggendo le parole scritte dall’autore, ci si sente talmente coinvolti nella storia, che si vorrebbe concretamente aiutare la polizia nelle indagini, che si cercano indizi tra le righe nere e bianche delle pagine, qualcosa che sia sfuggito a tutti…e sembra di ricevere un pugno nello stomaco quando si scopre chi c’è nascosto dietro la voce di Uno e Nessuno.

Verrebbe quasi voglia di chiamare Faletti e chiedergli se è proprio sicuro di quanto ha scritto, se per caso non abbia preso un abbaglio, perché davvero non sembra possibile che sia stato proprio lui a commettere tutto questo.

Ma anche dopo aver scoperto il killer, ecco che l’autore ci stupisce ancora, perché la storia non finisce, perché si rende conto che non sarà così facile accettare la verità se non si hanno delle spiegazioni: ed ecco la storia di Uno e Nessuno, la storia di come e perché è arrivato a tanto, una storia che quasi porta a provare compassione e, soprattutto, tanta tristezza.

Un romanzo che colpisce e che stupisce per la semplicità con cui descrive situazioni indescrivibili, per la maestria con cui Faletti ha saputo dosare tutti gli ingredienti, senza che nessuno prevalga sull’altro, senza che la disperazione spenga la speranza e senza dimenticare che tutti i personaggi, buoni o cattivi che possano essere, sono composti da carne e sangue, sentimenti e passioni.

Nel giorno del compleanno di Giorgio Faletti, quindi, non fate un regalo a lui, ma fatelo a voi stessi: andate in libreria e comperatevi Io Uccido.

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