Ucciso dall’esercito iracheno Al-Douri, il braccio destro di Saddam Hussein

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Nella giornata di ieri è stato ucciso l’ultimo grande latitante del regime di Saddam Hussein, che nonostante la sua età piuttosto avanzata non sembrava davvero essere “andato in pensione”. Si tratta di Izzat Ibrihim al-Douri, nato vicino Tikrit nel 1942, la cui morte è stata rivendicata dalle milizie sciite; il braccio destro di Saddam Hussein è stato ucciso nella provincia di Salhuiddine, Nord dell’Iraq. La notizia in un primo momento è stata diffusa proprio dalle milizie sciite per essere poi confermata dal governatore di Salhuddine, che cita i risultati dell’esame Dna e delle impronte digitali.

Sulla testa di Al Douri, pendeva una taglia Usa di circa 10 milioni di dollari, ma l’uomo è stato ucciso nel corso di un’operazione dell’esercito iracheno affiancato da milizie popolari a Hamrin, ovvero una piccola cittadina che si trova a circa 40 chilometri a Nord Est di Tikrit, che tra l’altro per un anno è stata nelle mani dello Stato islamico e soltanto nei giorni scorsi è stata riconquistata dalle forze governative. Nella sparatoria sarebbero morti anche 11 miliziani, ed il cadavere di uno di loro è stato riconosciuto come quello dell’imprendibile Re di fiori.Al-Douri nasce come operaio di una fabbrica di frigoriferi ma poi negli anni grazie ad alcune amicizie influenti conosce Saddam, da li tante furono le sue partecipazioni a rivoluzioni e colpi di stato come la rivoluzione Baathista del 17 luglio 1968. In realtà il braccio destro di Saddam era da tanto tempo ormai nel mirino degli sciiti che avevano già tentato di ucciderlo nel corso di una visita a Kerbala nel 1998.

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