Una struttura cerebrale che continua a crescere

56

A differenza di quanto succede in tutte le altre parti del cervello, il volume della regione cerebrale che presiede al riconoscimento dei volti – una funzione di primaria importanza in una specie altamente sociale come la nostra – continua a crescere anche in età adulta  (red)

Il giro fusiforme, la parte del cervello umano che è responsabile del riconoscimento dei volti continua ad aumentare di volume anche in età adulta. La scoperta – effettuata da un gruppo di ricercatori della Stanford University e del Centro di ricerche Jülich della Helmholtz-Gemeinschaft, in Germania, che firmano un articolo pubblicato su “Science” – è sorprendente perché lo sviluppo del cervello nel corso dell’adolescenza in genere avviene attraverso un meccanismo opposto: l’eliminazione di un significativo numero di connessioni sinaptiche per permettere l’ottimizzazione del funzionamento delle reti cerebrali.

Secondo i ricercatori, la crescita “anomala” di quella regione cerebrale rispetto alle altre è legata all’importanza del riconoscimento dei volti nelle interazioni sociali per la nostra specie, una capacità che migliora dall’infanzia all’età adulta.

Jesse Gomez e colleghi hanno sottoposto a risonanza magnetica funzionale e quantitativa un gruppo di bambini e di adulti mentre erano effettuavano test per il riconoscimento di volti e di luoghi. Mentre la risonanza magnetica funzionale permette di identificare le aree attivate dai diversi tipi di stimoli, la risonanza magnetica quantitativa (qMRI) – una tecnica di risonanza magnetica particolarmente sofisticata – permette di ricavare un’ampia serie di parametri fisiologici relativi al tessuto sotto osservazione.

L’analisi dei risultati ha mostrato che il volume relativo (ossia rispetto al volume complessivo del cervello) del giro fusiforme, la regione nel lobo temporale che permette alle persone di riconoscere e distinguere i volti, va incontro a un aumento dall’infanzia all’età adulta inoltrata. Per contro, il volume relativo della regione che ci consente di riconoscere i luoghi rimane sempre lo stesso.

Questa conclusione è stata poi confermata da un’attenta analisi microscopica dell’architettura cellulare del tessuto cerebrale – che differisce in modo caratteristico da area ad area – prelevato da soggetti deceduti.

Un successivo passo della ricerca ha mostrato che l’aumento di volume non può essere imputato, se non in misura relativamente ridotta, all’aumento della mielinizzazione delle cellule nervose dell’area, ossia della sostanza grassa che circonda gli assoni di alcune di esse, la cui presenza assicura una migliore conduzione degli impulsi elettrici.

Ne segue, concludono gli autori, che una parte significativa dell’aumento di volume deve essere causato dalla crescita delle dimensioni dei corpi cellulari e della proliferazione delle strutture dendritiche dei neuroni.

Condividi