Valentino Rossi batte tutti, “Adesso la Honda è vicina”

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Valentino Rossi e la Yamaha cambiano marcia. L’attesa (oltre un anno) è finita, sulla M1 è arrivato finalmente in cambio seamless (veloce, azzera in pratica i tempi di innesto) anche in scalata. Una delle armi miglior in mano alla Honda. E ora in possesso pure del nove volte campione del mondo, che quest’anno punta decisamente alla “Decima”, battendo gli spagnoli e soprattutto Marc Marquez. E per far capire a tutti che non scherza ieri, nella prima giornata della seconda sessione di test invernali della MotoGP (sempre sulla pista malese di Sepang), ha piazzato il miglior tempo. att_644790_0

«E’ stata una giornata positiva perché sono stato veloce dall’inizio e sempre davanti – le prime parole di Valentino -. Il primo posto non conta tanto, ma è sempre bello. Sono contento perché abbiamo lavorato bene e ho fatto già un buon giro». L’unico ad aver collezionato più di una (tre per l’esattezza) tornata in due minuti netti. Un crono lontano dallo spaziale 1’58” alto ottenuto da Baby Champ in chiusura del primo test. Ma ieri la pista di Sepang era decisamente più lenta e in più ha piovuto. Che Rossi sia andato forte lo dimostra il fatto che dietro di lui (a un decimo) c’è la Honda di Dani Pedrosa, con Marquez attardato (6° a quasi otto decimi) da problemi al freno motore. E che il compagno Jorge Lorenzo ha pagato di più l’adattamento al nuovo cambio, chiudendo la giornata con il quinto tempo a sette decimi e mezzo da Vale. Dietro anche alla sorprendente Suzuki (con motore potenziato) di Aleix Espargaro, quarto dietro il fratello Pol con la Yamaha satellite Tech3. Segno della voglia di Rossi, ma anche dei progressi della M1.

«Sì, il nuovo cambio mi piace – conferma il trentaseienne di Tavullia -. Non c’è tantissima differenza dal precedente, ma la moto si guida meglio ed è più facile. Va guidata in modo leggermente diverso. E’ divertente, soprattutto in frenata. E non abbiamo ancora visto tutto il suo potenziale: dovremo lavorare con la gestione elettronica e il freno motore. Però ora si può entrare meglio in curva. Questo cambio ci può aiutare in una fase nella quale perdavamo rispetto alla Honda. Mi piacerebbe davvero avere un confronto diretto con Marquez, che è molto bravo proprio in frenata».

Insomma, Rossi non vede l’ora che arrivi il momento del corpo a corpo, con la prima gara del Mondiale che si disputerà il 29 marzo in Qatar. Prima però ci sono altre due giornate a Sepang e tre proprio a Losail per affinare le proprie armi. La Honda infatti non è ancora presa. «Ci sono due fasi in entrata dove loro vanno meglio e una di queste l’abbiamo migliorata – entra nel dettaglio Valentino -. Diciamo che rispetto alla differenza che c’era l’anno scorso siamo a metà strada. Non male. Dobbiamo continuare a lavorare per l’ultima metà, rendere la moto ancora più facile da inserire in curva. E per questo penso che il cambio non basti, bisognerà trovare qualcos’altro». Anche se gli ingegneri di Iwata quantificano il progresso in due decimi al giro. «Mi sembrano molti, però può darsi che ci andremo vicino». Perché il vero vantaggio, come spiega Rossi, è che «in uscita la M1 è più stabile e in teoria dovrebbe stressare meno le gomme». Ovvero colmare quel gap che la Yamaha pagava nell’ultima parte di gare nei confronti della Honda. Come dire: Marc preparati, arrivo.

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