Veroniva Lario: Silvio Berlusconi le darà 16,8 milioni l’anno

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Se davvero, come credevano i Romani, ogni luogo ha un proprio spirilo (lo chiamavano genius), nell’epilogo della storia tra Veronica Lario e Silvio Berlusconi tutto si tiene. La sentenza del Tribunale di Monza, che definisce in 1,4 milioni al mese l’assegno di mantenimento di lui a lei, li trova l’uno defilalo a Villa San Martino (Arcore), ex monastero benedettino tornato alla quiete post Bunga Bunga; l’altra a S-Chanf, in Svizzera, in una villa settecentesca in stile neorococò che a metà del 1900 fu sede della Banca Engadinaisa. L’epilogo, insomma, è un bueri retiro per lui e un buon investimento per lei.

Il sipario sul matrimonio Lario-Ber-lusconi è ora calato del tutto (il divorzio è del 18 febbraio 2014), lasciando in sospeso pesanti interrogativi (sul futuro dei loro tre figli nelle aziende di famiglia) e un codazzo di polemiche. Su tutte: ma 16,8 milioni di euro l’anno di alimenti non sono troppi persino per loro? Pare di no: anche nei divorzi dei super ricchi vale la regola che chi ha di più deve fai’ sì che chi ha di meno mantenga il tenore di vita che aveva durante il matrimonio. E in fondo la vera beffa di Veronica a Silvio è tutta qui. Perché nonostante abbia ottenuto molto meno dei 3,6 milioni al mese chiesti (più l’uso della villa di Macherio, dove ha sempre vissuto e dove sono cresciuti i suoi figli) ha comunque strappato una cifra di molto superiore a quella che le sarebbe servila. Per due motivi: ha abitudini di vita meno dispendiose del passato; ha accumulato un patrimonio che renderebbe superfluo qualsiasi mantenimento.

In sede di divorzio, la Lario ha fatto mettere agli atti abitudini di vita (vacanze di un mese e mezzo in Sardegna, di un mese ai Caraibi, voli privati, intercontinentali in business class per i viaggi zaino in spalla che ama) molto diverse da quelle che ha ora. Nonna Veronica si dedica ai nipotini (i due figli di Barbara e il figlio di Eleonora), con cui trascorre lunghi periodi in Svizzera. Fino a una decina di anni fa, prendeva in affitto la casa dell’ex scià di Persia a Si Moritz, ma ora che ha la sua villa a S-Chanf tutta la famiglia fa base qui (sono cinque piani, 49 finestre, spazio ce n’è).

Per amore di Alessandro, figlio di Barbara amante dell’equitazione, ha inizialo a montare anche lei (tre volte la settimana). Insieme, con amici e istruttori, si concedono passeggiale tra i boschi del Parco Nazionale Svizzero (e, in Brianza, al Parco della Caval-lera), fermandosi a pranzo negli agriturismi alla buona sul tragitto. Tutta qui la parte visibile della bella vita dell’ex signora Berlusconi. Niente più parrucchiere a domicilio (l’estetista e il personal trainer pare di sì) o gioiellieri amici che portano a casa le ultime creazioni. Ha ancora la sua assistente personale, che certo non è la sola ad aiutai’la, ma siamo lontani dalle 12 persone di servizio che aveva a Mache-rio (più maggiordomo e securily). La si vede in giro solo per mostre (e prende voli per non perderne neanche una degli artisti preferiti in giro per il mondo), spettacoli teatrali (spesso al Teatro Parenti di Milano) e concerti (a Milano, nel tempio del jazz, il Blue Note).

Quando decide di uscire a cena fuori, con gli amici di sempre o i figli, sceglie la zona dei Navigli, quasi sempre ristorantini di pesce ottimi ma non di lusso. Le vacanze? Preferibilmente in Asia. Nel 2010 Veronica ha lascialo su suggerimento dei suoi legali la villa di Macherio, il cui usufrutto era tra i nodi della battaglia legale. Da allora, ha prima vissuto in albergo poi si è dedicata alla ristrutturazione della villa di S-Chanf (intestata a sua mamma Flora) e si è trasferita in un anonimo palazzo milanese. Profilo basso, che nasconde una grande passione: il mattone. La Lario ha un patrimonio immobiliare di 46 milioni di euro (anche se la sua immobiliare “il Poggio” ha chiuso il bilan-2014 con un rosso di ,3 milioni) in edifici, appartamenti, ville e garage sparsi tra Sardegna, Bologna, Londra, Milano e Stali Uniti. Un tesoretto, cui si aggiunge quello (dichiarato in tribunale) da decine di milioni di euro in gioielli, regalali da Silvio nei 30 anni insieme.

Ha molli soldi e spende — relativamente — poco: allora perché per Veronica 16,8 milioni l’anno (9,2 milioni tolte le tasse) sono pochi? Per una questione di principio, pare. Le cui radici vanno cercate negli Anni 80 e in un’altra casa, quella milanese in cui ora vive Luigi, il più piccolo dei suoi figli. Lì stava la Lario quando il suo amore con Silvio eia poco più che clandestino, c’exa la prima famiglia di lui da rispettare e un divorzio da aspettare.

E’comprensibile sia maturata la determinazione con cui, in questi anni, Veronica ha sempre chiesto l’unica cosa che le stava davvero a cuoia: che i suoi figli fossero considerati, anche nelle aziende di famiglia, al pari di Marina e Pier Silvio. Ma poiché nessuna causa di divorzio avrebbe mai potuto metter bocca su questo (solo Silvio può), lei si è aggrappata all’unica leva che aveva: le richieste economiche (ha anche proposto una buonuscita da 300 milioni di euro) e i tempi lunghi, nella speranza che nel frattempo papà B intravvedesse nei suoi figli le stesse capacità dirigenziali che riconosce da tempo a Marina e Pier Silvio. E forse, vista da qui, si capisce come fanno 1,4 milioni di euro al mese ad avere il sapore di una sconfitta.

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