Vijenica – La biblioteca di Sarajevo che risorge dalle ceneri dell’assedio

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Biblioteca di Sarajevo – Dopo 22 anni risorge dal bombardamento

Nella notte tra il 23 e il 24 agosto del 1993 la Biblioteca di Sarajevo viene bombardata e l’incendio che ne deriva causa la distruzione di quasi due milioni di volumi, tra cui più di settecento manoscritti e incunabuli.

Sono trascorsi ventidue anni da allora e oggi, 9 maggio 2014, la biblioteca Nazionale della Bosnia-Erzegovina ricostruita, splende di una luce nuova: “La riapertura al pubblico del Municipio di Sarajevo – la Vijenica – incendiata, col suo inestimabile patrimonio di libri e cultura, durante l’assedio della città, rimargina una ferita aperta nella coscienza del mondo.” Spiega Ruggero Corrias, Ambasciatore d’Italia in Bosnia-Erzegovina.

Durante la cerimonia di riapertura sono state proiettate, sulla facciata del palazzo, luci e immagini che ripercorrono la storia della Biblioteca Nazionale. La cerimonia è stata accompagnata da un concerto dell’orchestra filarmonica di Sarajevo e dall’esibizione di Vedran Smailović, il violoncellista che, vestito con il suo abito da concerto, suonò tra le rovine dell’edificio poco dopo la sua distruzione.

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Nel 1980 Sarajevo è ancora una città della Jugoslavia.
La situazione precipita con la morte del dittatore Tito quando si esasperano le tensioni e aumentano le rivendicazioni delle differenti culture e religioni. La Jugoslavia si frammente con la dichiarazione di indipendenza della Slovenia, a cui seguono quelle della Croazia, della Macedonia e della Bosnia. La guerra civile è appena iniziata.

Nel maggio del 1992 Sarajevo viene completamente circondata dall’armata serbo-bosniaca che da inizio all’assedio più lungo nella storia bellica moderna. Primo obiettivo dell’esercito nazionalista è quello di eliminare le tracce di una storia comune.

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Di qui la distruzione di un edificio strategicamente insignificante ma simbolicamente fondamentale: “Certe cose si danno per scontate” – dice una donna di Sarajevo, superstite di quella tragedia – “Ti accorgi di quanto ami la tua città quando le vedi in pericolo. Forse Vijenica non è un edificio bello, con la sua buffa architettura moresca, ma rappresenta i ricordi di generazioni di studenti che qui hanno iniziato a scoprire il mondo E’ più che bello: è intimamente nostro”.

Ed è in nome di quel forte e unico senso di Noi che centinaia di cittadini, bosniaci, serbi, croati lavorano insieme, rischiando la vita, per salvare i libri rimasti, portandoli fuori o addirittura nascondendoli nelle proprie case (un uomo mussulmano porta in salvo un’antica copia di un’Haggadah ebraica, scampata alle deportazioni e dai roghi nazisti).

Quasi vent’anni dopo l’assedio, la Biblioteca Nazionale di Sarajevo è tornata ad essere non solo il centro della cultura ma anche e soprattutto un simbolo, un monito, un avvertimento che ricorda che non basta una bomba per distruggere la memoria collettiva perchè “ogni libro dato alle fiamme illumina il mondo.” (Ralph Waldo Emerson)

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