Vino: Amazon miglior sito al mondo per acquistarlo online

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E mercato per certi versi marginale, nei numeri, ma molto concorrenziale, ha spiegato Grégory Bressolles, responsabile del corso «Business in a Connected World» della Kedge Business School. «Ci sono »pure player«, ovvero realtà che operano solo on line, c’è il canale web delle catene delle grande distribuzione, quello delle enoteche, la vendita diretta delle cantine, fino a quella tra privati, che sia b2b o b2C.

Quello che conta è capire bene il target, studiare il consumatore e offrigli un’offerta su misura, e poi fornire un servizio all’altezza di quanto promesso, che passa soprattutto da una grande gestione della logistica». Quello che sembra sicuro è che, in futuro, il canale on line (che in Italia è ancora molto piccolo, ma che in mercati nuovi come la Cina è invece molto importante, e che anche in Francia, per esempio, vale 1,5 miliardi di euro, il 10% del totale) è destinato a crescere.

E questo, secondo le proiezioni dello studio, si porterà dietro una concentrazione del business a favore dei player più importanti, e di conseguenza una riduzione del numero dei tantissimi attori che oggi affollano il mercato. Si salverà, e magari crescerà, chi sarà capace di specializzarsi.

E a dominare il mercato saranno i siti, specializzati e non, che possono contare su un bacino di utenza ampio e anche su una grande varietà di offerta, su una logistica efficiente e su una strategia «cross-canale», sia sul fronte della comunicazione (dove è importante investire in tutti i più importanti social, ma anche su riviste, seminari, eventi e così via) che su quello del commercio vero e proprio, offrendo, per esempio, anche punti fisici di ritiro del prodotto e così via.

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