We 2.0: Un italiano su quattro cerca l’amore su internet

444

Un italiano su quattro cerca l’amore sui siti di incontri. Prima ci si vergognava di dire di avere conosciuto il proprio partner in Rete, ma da qualche anno il pregiudizio sul dating on line è caduto ed è boom di iscrizioni. Lo fa chi è appena uscito da una storia e vuole ricominciare. Oppure chi cerca nuove amicizie. È stato così per Ippolita, Cristina e Chiara. Loro hanno scelto Meetic, il più grande sito di incontri in Italia. Cosa serve? Tanta voglia di lasciarsi andare, molta prudenza, sincerità e un po’ di fortuna.

«ERO TERRORIZZATA ALL’IDEA DI INCONTRARLO»

Cristina Abbondanza, 35 anni, e Matteo Farina, 33 anni, impiegati, vivono a Bresso, in provincia di Milano. «Era il febbraio del 2013, ero in vacanza a Milano, non conoscevo nessuno e mi annoiavo, così un giorno ho scelto la mia foto più carina e mi sono iscritta a Meetic. Tra i primi a rispondermi, Matteo. Ci siamo scritti per due settimane, poi gli ho dato il mio numero. Non avrei mai creduto di innamorarmi in una chat per cuori solitari.

E poi c’era la paura di rimanere delusi, non piacersi. Temevo di rompere l’incantesimo che si era creato quando scrivevamo di noi, la nostra vita, i nostri hobby. Un timore superato dalla voglia di sentire la sua voce. Quando l’ho sentito, è stato come se ci conoscessimo da una vita. Dal primo momento è stato un continuo prenderci in giro sui nostri rispettivi nickname. Quell’uomo di cui ancora non conoscevo il volto, si stava dimostrando così simpatico e naturale da sembrare un mio vecchio amico.

Nessun convenevole fra noi.

Solo tanta voglia di ridere. Dopo qualche settimana, le chiacchierate telefoniche non ci bastavano più. Lui faceva parte delle mie giornate e io delle sue, ma c’era da superare l’ostacolo più grosso: incontrarsi. Quel passo mi terrorizzava, ero già coinvolta da Matteo, non avrei accettato l’idea che uno dei due non piacesse all’altro. Certo, avevamo visto le foto, ma spesso le immagini traggono in inganno. Dopo due settimane, mi sono fatta forza e l’ho incontrato in stazione a Milano.

Colpo di fulmine. Da allora non ci siamo mai separati: due mesi dopo ho lasciato l’Emilia Romagna, dove vivevo, e mi sono trasferita a Milano. Adesso pensiamo al matrimonio».

«ORA ABBIAMO UN FIGLIO DI QUATTRO ANNI»

Ippolita Saia, 38 anni, e Giovanni Ferrandino, 46, vivono a Somma Lombardo, in provincia di Varese, dove gestiscono una trattoria. «Il 15 febbraio 2010 stavo per uscire dall’ufficio e ho gettato l’occhio sul sito d’incontri virtuali cui mi ero da poco iscritta per vedere se il Principe Azzurro fosse rimasto folgorato dal mio profilo. Niente. Solo qualche messaggio poco originale, e tante visite. Quella sera ho iniziato a curiosare tra i vari profili, e mi sono soffermata sul messaggio di presentazione di un tal cremeriagigi-,

“È una vita che cammino e non ti incontro mai, è una vita che ti penso eppure non ci sei più… Dove sei mio grande amore, dimmi dove”. Ho letto e riletto quelle parole, gustandole e, in quel momento, cremeriagigi era on line. Cosa ci facevo in quel sito? Mi ero separata sei mesi prima dopo 16 anni di relazione, e avevo voglia di una storia che fosse per sempre. “Ciao, il tuo messaggio di presentazione è bellissimo, è una poesia?”, gli ho chiesto. Lui: “È il testo di una canzone di De Crescenzo”. Subito dopo, mi ha proposto un baratto: “Ti offro il mio numero di cellulare in cambio del tuo”.

Sentivo di potermi fidare e gli ho lasciato il mio recapito, ho spento il pc e sono tornata a casa. Quella sera mi ha chiamata: “Ciao, sono Gianni”. Aveva una voce bellissima, accento del Sud, simpatico e solare. Siamo rimasti al telefono un paio d’ore. Il giorno dopo l’ho ritrovato in chat. “Aspetti qualcuno?”. “Sì, aspettavo te”. Ci siamo sentiti per due giorni, lunghe telefonate. Una sera mi sono accorta che era mezzanotte e l’ho salutato dicendo che era tardi, ma lui mi ha risposto: “Non è mai troppo tardi per rendere questa notte ancora più bella: dobbiamo solo incontrarci”. Mi sono sentita gelare dall’emozione! Sono balzata dal letto l’ho raggiunto nel piazzale del cinema di Cerro Maggiore, fuori Milano. Pioveva, abbiamo parcheggiato uno di fianco all’altro, mi sono girata e ho visto il suo sorriso. Siamo rimasti lì fino alle tre. Sono passati cinque anni, abbiamo un figlio di quattro e una splendida famiglia».

«SI È PRESO CURA DI ME E NON HA MAI PIU SMESSO»

Chiara Manzoli, 36 anni, dipendente di una casa farmaceutica veterinaria, e Nicola Salin, 38, impiegato in un’azienda che ripara macchine agricole. Hanno due figli e Nicola è padre di una ragazza di 16 anni avuta da un precedente matrimonio Vivono a Settala, in provincia di Milano. «Nel gennaio del 2011 avevo appena chiuso una storia, ero delusa e arrabbiata, e mi sono iscritta a un sito per trovare qualcuno con cui fare due chiacchiere. Ho iniziato a ricevere tanti messaggi, ma rispondevo solo a quelli di chi si poneva con garbo ed eleganza, non ai don Giovanni.

Poi è arrivato Nicola, tra i pochi a scrivere assiduamente e con discrezione. Gli ho risposto un mercoledì e la domenica successiva abbiamo trascorso il pomeriggio insieme nella sua città, Crema. Un incontro piacevole ma senza colpi di fulmine. Ci siamo rivisti il venerdì successivo per una pizza: una serata piacevole in cui ho saputo che aveva già una figlia. Poi io sono partita per lavoro. Al mio ritorno, avevo le idee più chiare: quel ragazzo gentile mi mancava e, a quanto pare, anche io a lui.

Quando gli ho detto che ero a casa con la febbre, non ha voluto sentire ragioni: mi è stato accanto, prendendosi cura di me. Non gli importava che fossi pallida e struccata, che starnutissi o che parlassi con voce rauca e flebile. Nicola era già innamorato di me, e io di lui. È stato con me tutte le sere di quel fine settimana e, finalmente, il sabato sera mi ha dato un bacio, sfidando il rischio contagio. In quella stanza è iniziata la nostra storia d’amore. La settimana dopo era il mio compleanno e lui mi ha portata fuori a cena, facendomi sentire come una principessa in una favola. Nell’aprile successivo aveva già portato tutte le sue cose a casa mia. Ancora oggi, dopo quattro anni, la nostra relazione è una favola. Il mio Nicola è un gentiluomo, con me e con i nostri due figli: Samuele, 2 anni, e Giorgia, 5 mesi. Ogni mattina, trovo un suo bigliettino. Frasi colme di amore. Non credevo si potesse essere così tanto felice con una persona».

Condividi