Welfare, in aumento i papa’ babysitter, boom di congedi parentali

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Aumenta in modo esponenziale la quota di padri che sceglie il congedo parentale per accudire i figli neonati dopo il periodo di maternita’ obbligatoria a favore della madre. Lo ha reso noto l’Aldai – Associazione lombarda dirigenti aziende industriali; la statistica è stata realizzata in occasione della terza edizione del Premio Aldai “Merito & Talento”, organizzato dal Gruppo Donne Dirigenti, assegnato a 18 donne manager. Nel 2013 sono stati ben 33 mila i padri che hanno scelto di sospendere l’attivita’ professionale per accudire i figli, contro il ben più inferiore 19 mila del 2008.

Il Decreto legislativo sulla conciliazione vita-lavoro approvato il 20 febbraio 2015 dal governo, in materia di congedi di paternita’ estende a tutte le categorie di lavoratori, e quindi non solo ai lavoratori, la possibilita’ di usufruire del congedo da parte del padre nei casi in cui la madre sia impossibilitata a fruirne per motivi naturali o contingenti.

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Romano Ambrogi, presidente Aldai, ha dichiarato: “Un maggiore equilibrio nell’impegno di entrambi i genitori verso i figli contribuisce ad una vera parita’ nelle opportunita’ di carriera, abbattendo il tradizionale modello con la madre a casa e il padre al lavoro, e questo vale soprattutto per le donne che ricoprono ruoli manageriali”. Una nuova normativa  Ue stabilisce un periodo minimo di congedo parentale dal lavoro di 4 mesi. Almeno un mese deve essere goduto da ciascun genitore, altrimenti va perso.  Sempre più padri vogliono partecipare attivamente alla crescita dei propri figli, ruolo, e onere da sempre relegato alla  figura femminile; l’evoluzione sociale ha aperto le porte a un nuovo modo di essere genitori, in sinergia e in parità.

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