Windows 10 gratis ai pirati? Microsoft ci repensa…

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Con un comunicato pubblicato sul Blog ufficiale di Windows in data 15 maggio. Microsoft ha rivisto completamente l’apertura verso chi non ha una licenza valida di Windows 7 o Windows 8.1. Il colosso di Redmond. tra lo stupore generale, aveva infatti dichiarato come l’aggiornamento a Windows 10 sarebbe stato consentito anche a coloro in possesso di una copia pirata delle precedenti versioni del sistema operativo.

La felicità dei furbetti è però durata poco. Sono bastati circa due mesi per fare marcia indietro e rettificare completamente la precedente dichiarazione. In sostanza, niente cambia rispetto a ora: chi ha una copia non in regola di Windows dovrà acquistare per forza una licenza valida

Cosa dicova Microsoft

È Terry Myerson. vice presidente della sezione Sistemi Operativi di Microsoft, a parlare. Il mese è marzo, e siamo a Shenzhen in Cina, durante l’evento WmHEC. una delle più importanti conferenze tecniche promosse proprio da Microsoft.

«Aggiorneremo folti / PC capaci di supportare Windows 10. sia che montine una copia regolarmente licenziata (genuine) sia pirata (non-genuine). Speriamo sinceramente che tutti gli utilizzatori del nuovo sistema operativo, con il tempo, riescano a capire il valore di avere una corretta licenza d’uso. Ci aspettiamo quindi che proprio grazie a questa consapevolezza possano poi mettersi m regola».

A questa affermazione che in pratica mette sullo stesso piano chi ha sempre pagato per una licenza valida con chi. invece, ha sempre fatto il furbo, è poi seguita una precisazione. «Siamo sempre stati impegnati a garantire ai nostri chenti la migliore esperienza d’uso possibile. Anche se i PC con una licenza non valida potranno passare a Windows 10. questo non muterà lo stato delle cose. Una copia di Windows non legitbma e non rilasciata da Microsoft, non è concessa in licenza e non è supportata né da Microsoft, né da qualsiasi altro partner di sua fiducia. Se la licenza di un dispositivo è considerata non autentica prima dell’aggiornamento. verrà valutata come tale anche dopo l’upgrade». In altre parole. Microsoft non intendeva condonare le copie pirata di Windows 7 e 8.1. Chi non aveva una licenza valida. anche se poteva passare a Windows 10. non sarebbe stato in grado di scaricare gli aggiornamenti. Tutto questo è stalo valido fino al 15 maggio. quando Microsoft ha dichiarato il contrario.

La nuova politica

Il titolo del nuovo comunicato è chiaro: “Genuine Windows and Windows IO” ed è sempre a firma Terry Myerson. Si tratta quindi dello stesso dirigente che con le sue parole ha aperto le porte a chi nel tempo ha sempre fatto il furbo. Non si fa menzione di quanto dichiarato in precedenza come se l’idea di aggiornare Windows 7 e 8.1 pirata a Windows 10 non fosse mai neppure stata ventilata. Dopo una serie di considerazioni su vantaggi di avere una copia in regola del nuovo sistema operativo. Myerson afferma che «la nostra offerta gratuita per l’aggiornamento a Windows 10  originali». Una smentita in piena regola di quanto detto nemmeno due mesi prima.

Il dirigente Microsoft non si ferma qui. ma espone la nuova politica in questo frangente, parlando delle «zittirne inconsapevoli deHa prateria». In pratica, chi corrpra un PC con Windows 10 satura sapere che il sistema operativo installato non è m regola con la licenza. La piattaforma pirata sarà marchiata con un onnipresente logo in sovrampressione che ricorderà costantemente al proprietario la recessità di acquistare una licenza valida. In questo caso. Myerson esorta chi ha acquistato il dispositivo fuori legge a riportarlo indietro, al più presto chiedendone la sostituzione con uno originale. Chi sta invece usando consapevolmente un PC con Windows 7 o 8.1 non in regola, per tornare nell’ambito della legalità. potrà godere di alcune forme speciali di aggiornamento, magari a prezzi scontati. Myerson. però, non approfondisce ulteriormente. rimandando al futuro dichiarazioni più dettagliate.

Perché questa marcia indietro?

Dopo questo balletto fatto di passi avanti e indietro, viene da chiedersi se Microsoft abbia davvero le idee chiare riguardo le politiche antipirateria. Sembra quasi che in Redmond coesistano due scuole di pensiero. La prima, su cui sono basate le parole di apertura alle copie pirata. sembrava puntare su un approccio più morbido. Chi non è in regola con la licenza. avrebbe potuto passare al sistema operativo Windows IO. seppure senza possibilità di ricevere gli aggiornamenti. Cosi facendo, sarebbe stato in grado di valutare le potenzialità della nuova piattaforma. mettendosi poi in regola. La seconda filosofia interna a Redmond, di cui sono frutto le recenti dichiarazioni, è senza dubbio più conservatrice. Nessun cambiamento rispetto a ora. Le copie pirata non sono ben accette e un loro aggiornamento a Windows 10 è fuori discussione. Non solo, ma i sistemi fuori legge saranno marchiati con un logo in sovraimpressione. In questo modo, nessuno potrà far finta di non sapere che il PC che sta utilizzando è privo di licenza d’uso. Come si dice spesso, “delle due. Tuna” e pare che la battaglia tra le scuole di pensiero sia stata vinta da chi vuole mantenere lo stato attuale delle cose.

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