Xylella: sequestrati pc dei ricercatori

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La guardia di Finanza e il Corpo forestale dello Stato nell’ambito di un’operazione di perquisizioni hanno sequestrato una decina di computer e documenti cartacei ai ricercatori del dipartimento di Agraria dell’Universita’ di Bari e anche in altri tre centri di ricerca, oltre che nella sede locale del Cnr su  mandato dei pubblici ministeri Valeria Mignone e Roberta Licci, titolari dell’inchiesta. Le indagini sul batterio Xylella sono la motivazione del sequestro; il batterio Xylella dal 2010 sta infettando molti ulivi nel Salento, tantè che molte piente malate sono state eliminate per mezzo della eradicazione. Il reato contestato dai pm leccesi e’ di diffusione colposa di una malattia delle piante; sequestrati gli hard disk degli scienziati che stavano studiando il batterio.

Le persone indagate sono i docenti del dipartimento di Scienze del suolo, della pianta e dei minerali nella facoltà di Agraria dell’Università di Bari; l’inchiesta ha lo scopo di chiarire se e quali responsabilità ci siano e se anche nell’introduzione del batterio xylella  nel Salento e possibili colpevoli ritardi nel mettere in atto delle contromisure. Nel decreto di perquisizione notificato alla struttura è specificata la necessità di recuperare tutte le tracce nei messaggi e nelle mail di comunicazioni, interne ed esterne, che avevano a che fare con la Xylella.

Gli investigatori non sono per nulla convinti dell’ipotesi che delle piante ornamentali che arrivano dal Costarica abbiano portato il problema della Xylella, e chiedono palesi accertamenti e certezze  scientifiche: alla base dell’indagine per ora  ancora a carico di ignoti, nella quale si ipotizza il reato di diffusione colposa di una malattia delle piante c’è in realtà il sospetto che il piano; e le decisioni dell’Unione europea, non siamo supportate da basi scientifiche certe.

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